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venerdì 20 gennaio 2012

Millefoglie di sardine e finocchio

millefogliesarde

E' difficile riprendere il ritmo. Difficile aver ancora voglia di aspettare che il piatto si raffreddi per scattare una foto. E questo non solo perchè la mia vita è profondamente cambiata (perchè il cambiamento è gioia quotidiana) ma perchè avverto una certa saturazione nei confronti del mondo della cucina. E' quando il troppo "stroppia" e fa venire un po' di nausea...
Mi consolo con questa insalata di sardine e finocchio, una sorta di sicilianissima pasta con le sarde ma...senza pasta!


Millefoglie di sardine e finocchio

Per 4 persone:
400g sardine
2 finocchi
50g pane in cassetta
30g pinoli
30g uvetta
Un limone
Sale, pepe olio

Pulire le sardine, aprirle in due e cuocerle in forno a 180 gradi con un filo d’olio per 10 minuti.
Lavare il finocchio e affettarlo sottilissimo a rondelle. Adagiarlo su un piatto piano e irrorarlo di olio e succo di limone. Condirlo anche con sale e pepe.
Frullare insieme il pane con i pinoli e l’uvetta già ammollata e ben strizzata fino ad ottenere delle briciole grossolane. Scaldare un padellino con un cucchiaio d’olio e ripassarci le briciole di pane fino a renderle croccanti.
Comporre il piatto alternando le rondelle di finocchio, le sardine e il trito di pane tostato. Terminare con una macinata di pepe e un filo d’olio a crudo.

mercoledì 12 ottobre 2011

Le acciughe marinate del mio papà

acciughe

Ormai ho capito che per mandare avanti la baracca ho bisogno del supporto di tutta la famiglia e non sto parlando solo della mia nuova vita da mamma, ma anche di questo piccolo spazio ultimamente tanto trascurato.
Ho perciò subito approfittato delle acciughe che mi ha portato a casa il papà dal mare per immortalarle velocemente e farmi dare la ricetta.
Mi rendo conto che alcuni dettagli siano un po' esosi (lo snobismo con cui mio padre afferma di non far toccare acqua dolce al pesce è quantomai adorabile) ma così è la ricetta originale e così ve la riporto.
Grazie papà!


Le acciughe marinate del mio papà


Acquistare solo prodotto che sia garantito (pescato nella notte): l'occhio dovrà
essere limpido e la carne consistente, non stanca. Il profumo di mare non deve
esserci poichè il pesce fresco non ha nessun odore.
Provvedo quindi alla sfilettatura che eseguo con apposito coltello. Il
successivo lavaggio lo effettuo in acqua di mare pulitissima (non faccio mai
toccare acqua dolce al pesce). Ripasso i filetti lavati uno ad uno controllando
visivamente che non ci sia sospetto di anisakis; durante questa operazione tolgo
dai filetti le risidue pinne dorsali. Metto quindi il pesce così pulito 45
minuti in aceto di vino bianco od incolore. Provvedo quindi a togliere l'aceto
rilavando ben bene in mare (sempre molto pulito) e lascio asciugare 15 minuti.
Condisco con olio e pepe; il sale non serve perchè sono state trattate in mare.
Si possono mangiare subito ma domani sono ancora più buone. Una variante prevede
che al posto dell'aceto vengano marinate per 10 minuti con limone e subito
mangiate senza rilavarle.
Se anzichè le acciughe o alici avete trovato solo le sarde, la marinatura in aceto durerà almeno un'ora.

venerdì 21 gennaio 2011

Bucatini con datteri e acciughe

Di nuovo la pasta dell'anno

No, dico: vi ho mai chiesto qualche cosa? Come? Ah, la settimana scorsa?? Vabbè, non fate i pignoli!!! Dicevo: prima della settimana scorsa vi avevo mai chiesto qualche cosa? Ebbene, ora lo faccio e lo rifaccio: dovete assolutamente provare questa pasta che si è catapultata nel giro di una forchettata al vertice della mia classifica. Promettetemelo, giuratemelo, datemi la vostra parola di lupetti.
L'idea dell'accoppiata naturalmente non viene dal mio mononeurone, ma dal mio chef prediletto Carlo Cracco. Prima di Natale è uscito infatti un libretto a quattro mani sul panettone dove tra le tante ricette Cracco propone un dattero ripieno di acciughe fritto in una tempura fatta con la polvere del panettone gastronomico.
Lungi da me tentare l'approccio con l'allettante finger food, mi è venuta l'idea di riproporre l'abbinata dolce-salato del dattero con l'acciuga in un formato più alla portata quotidiana.
Beh, ero commossa! Una pasta davvero eccellente! Tanto non avete scuse: sono sicura che qualche dattero vi sarà avanzato dalle feste di Natale! Date un senso alla sua vita!


Bucatini con datteri e acciughe


per una persona:
100g pasta lunga (per me, bucatini Garofalo)
6-7 acciughe sott'olio
un cucchiaio di concentrato di pomodoro
un cucchiaio di vino bianco
2-3 datteri secchi
un cucchiaio di pan grattato
olio

Sciogliete le acciughe in un pentolino a fuoco basso, sfumatele con il vino bianco e aggiungete il cucchiaio di concentrato di pomodoro. Amalgamate bene il tutto e tenete da parte.
Cuocete la pasta al dente in acqua bollente NON salata.
Tostate il pane con un filo d'olio fino a renderlo croccante.
Tagliate i datteri il più sottile possibile.
Assemblate il piatto condendo la pasta con il vostro sugo di acciughe e terminando con i datteri e le briciole di pane tostato.

venerdì 25 giugno 2010

Capesante su purea di albicocche e caffè

Capasanta

Questa è la ricetta di apertura del libro di Armin Mairhofer Sapori e colori (o qualcosa di seriamente ispirato ad essa). Da quando l'ho acquistato quest'inverno mi sono subito ripromessa di provarla non appena fossero arrivate le albicocche. Solo che, a dire il vero, la ricetta completa prevede anche l'uso della fava tonka.
Ecco, parliamone. Perchè io questo benedetto sapore proprio non riesco a farmelo piacere! Col dolce è devastantemente stucchevole e col salato...è la stessa cosa! Insomma, non la sopporto! Nel caso di questa ricetta, limitatevi al solo uso del caffè perchè l'utilizzo della tonka a mio avviso copre tutto (uomini avvisati...). Oppure usate della buona vaniglia, anche solo per aromatizzare la purea di albicocche.
Ah, come da ricetta, ho cotto le capesante nel burro di cacao (ma se non lo avete, non fatevene un grosso problema, non lo trovo determinante).


Capesante su purea di albicocche e caffè


4 capesante fresche
1 cucchiaio di burro di cacao
4 albicocche
caffè
(fava tonka)

Sbollentare le albicocche per 5 minuti, privarle della buccia e frullarle assieme al gheriglio all'interno del nocciolo spellato (solo se usate albicocche di qualità e con l'armellina buona ovvero solo moderatamente amara, altrimenti omettete questo passaggio e limitatevi alla sola purea).
In una padella antiaderente, rosolare bene le capesante nel burro di cacao da entrambi i lati. Distribuire la purea di albicocche sul fondo del piatto e adagiare al centro di ognuno una (o più) capasanta. Terminare con una spolverata di caffè (o con un mix di polvere di caffè e di tonka grattugiata).

mercoledì 23 giugno 2010

Ancora sgombro e mela...

sgombro

Ve la ricordate la mia torretta di quest'inverno? A me è tornata in mente proprio di recente quando davanti al banco del pesce mi sono imbattuta in una coppia di sgombretti niente male. Avevo poco tempo e tanta fame così mi sono decisa per un pesce al cartoccio. Solo che invece di riempirgli la pancia con le solite cose (vedi limone, prezzemolo, ecc.), l'ho imbottito di fettine di mela e rosmarino. Davvero buono.
Inoltre la cottura nel cartoccio ha consentito al pesce di non seccarsi (cosa non difficile per una carne come quella dello sgombro) e di mantenersi morbida e succosa.


Cartoccio di sgombro e mela

1 sgombro
mezza mela verde
2 rametti di rosmarino
olio evo

Pulite bene il pesce privandolo delle interiora. Lavate la mela e tagliatela a fettine.
Distribuite le fettine di mela ordinatamente all'interno del pesce assieme al rosmarino (un rametto per fianco) e terminate con un filo d'olio.
Impacchettate il pesce in un foglio di carta forno e poi in uno di alluminio e cuocete in forno a 170 gradi per un quarto d'ora circa (regolativi in base alla pezzatura).
Non ho avuto bisogno del sale.

Approfitto per segnalarvi questa iniziativa (che più che un'iniziativa dovrebbe essere un vero e proprio modo di vivere/agire costante). Potete saperne di più QUI e QUI.

lunedì 14 giugno 2010

Crema di fagioli, gamberi e limone

Crema di fagioli, gamberi e limone

Di questa ricetta direi che c'è poco da dire. L'accostamento non è niente di nuovo, ma sempre una piacevole garanzia.
Di recente ho trovato vicino a casa un posto dove comprare del buon pesce (lo pago a caro prezzo però ne mangio così poco che quelle poche volte voglio essere sicura di avere a che fare con un prodotto fresco e di qualità -e lo stesso vale per la carne) e quindi sto cercando di inserirlo sempre più nel menù settimanale.
Data la cottura praticamente inesistente dei gamberi, è importante che questi siano davvero freschissimi. Regolatevi in base alla pezzatura e alla qualità del vostro crostaceo.


Crema di fagioli, gamberi e limone

Per 6 bicchieri:
400g di fagioli cannellini lessati con una foglia di alloro o altri odori a piacere
6 code di gambero freschissime
1 limone
Olio
Sale e pepe

Privare i gamberi del guscio e del filo nero interno e farli marinare per una quindicina di minuti in 2 cucchiai d’olio, 3 di succo di limone e un pizzico di sale. Poi cuocerli su una padella ben calda 30 secondi per lato.
Frullare i fagioli con un po’ d’acqua di cottura, 2 cucchiai d’olio e 2 cucchiai di succo di limone.
Versare la crema di fagioli nei bicchieri, aggiungere al centro i gamberi e terminare con una spolverata di pepe e un’abbondante grattata di scorza di limone.

giovedì 10 giugno 2010

Millefoglie di mela verde e salmone marinato

Millefoglie di mela verde e salmone marinato

Di questa ricetta sono totalmente innamorata. L'ispirazione è nata da un antipasto azzeccatissimo a base degli stessi ingredienti (mela, yogurt e salmone) mangiato quest'inverno al ristorante di Lorenzo Secondi (chef per il quale nutro una grande stima umana e professionale e di cui credo di avervi già parlato più e più volte).
Per quanto riguarda il salmone, ho provato un nuovo tipo di marinatura (suggerito da Armin Mairhofer nel suo libro Sapori e colori) rispetto a quello già sperimentato lo scorso anno e devo dire che mi sono trovata molto meglio. L'accorgimento particolare è che dopo le 24 ore sotto zucchero e sale, la ricetta prevede un ammollo del pesce nel latte, cosa che lo rende particolarmente morbido ed amabile. Ve lo consiglio vivamente!


Millefoglie di mela verde e salmone marinato

Per il salmone marinato:
1/2kg di filetto di salmone ben alto
100g sale
100g zucchero
coriandolo in grani leggermente pestato (a go-go)
scorza di arancia grattugiata
pepe

2 mele verdi
un vasetto di yogurt bianco (poco dolce)
qualche goccia di limone
pepe

Togliere le lische (con l'aiuto di una pinzetta) e la pelle al salmone e, dopo averlo ben tamponato con carta assorbente, ricoprirlo sopra e sotto con gli ingredienti della marinatura ben mescolati tra loro. Poi chiuderlo con più giri di pellicola ben stretti e riporlo in frigo per 24 ore.
Trascorso questo tempo, sciacquarlo bene sotto acqua corrente e riporlo per 2 ore in una ciotola totalmente ricoperto di latte. Poi scolarlo e asciugarlo bene e tagliarlo a fettine sottili.
Lavare la mela e asciugarla bene poi tagliarla a fettine longitudinalmente e immergerle in acqua gasata con limone per evitare l'ossidazione.
Mescolare lo yogurt con qualche goccia di limone e un pizzico di pepe.
Montare il piatto alternando fetta di mela (tamponata)+fettine di salmone+cucchiaino di yogurt e servire.

mercoledì 16 dicembre 2009

Terrina ai due salmoni con caprino e caffè

Terrina ai due salmoni con caprino e caffè

Lo so che siete scettici...ve lo vedo scritto in faccia...eppure dovete provare!
Questa terrina, dai sapori adatti a un bel pranzo di festa, vi stupirà con effetti speciali! La grassezza del salmone infatti, si sposa a meraviglia con l'acidità del formaggio di capra e l'amaro del caffè.
Sembra un piatto un po' 80s* ma al palato regala davvero!


Terrina ai due salmoni con caprino e caffè

Per 12 persone:
400g salmone fresco a tranci
200g di salmone affumicato + 50g per la guarnizione
250g panna fresca
130g caprino lungo e stretto
8g gelatina in fogli
Olio, caffè in polvere, pepe e coriandolo

Mettere i fogli di gelatina a bagno. Portare la panna a ebollizione, poi toglierla dal fuoco e tenerne da parte mezzo bicchiere.
Cuocere i tranci di salmone per qualche minuto con un filo d’olio. Una volta cotto, togliergli le lische, spellarlo e frullarlo insieme al salmone affumicato, alla panna, ad un pizzico di coriandolo e ad una macinata di pepe.
Suddividere il composto a metà.
Portare ad ebollizione metà della panna tenuta da parte, sciogliervi dentro 4g di gelatina strizzata e unire il composto ad una metà del pesce frullato.
Disporre il tutto all’interno di uno stampo rivestito di pellicola e far riposare in frigo per almeno mezz’ora.
Rotolare i caprini nella polvere di caffè e disporli al centro del composto di pesce ormai addensato.
Far bollire la panna rimanente, sciogliervi i 4g di colla di pesce rimasti, unire il composto al pesce frullato e ricoprire i caprini. Riporre la terrina in frigo per un’ora almeno , ribaltare su un piatto e servire.

*no, non è che "sembra" un piatto un po' 80s, lo è proprio...

mercoledì 18 novembre 2009

Sandwich di baccalà mantecato

Sandwich di baccalà mantecato (con la ricetta di Alex)

Sabato mattina: mi alzo, mi sveglio (sì, perchè alzarsi e svegliarsi sono due concetti che non sempre coincidono...), bevo il caffè e...che gran voglia di baccalà mantecato! Sì sì, mi è presa così.
Approfittando di una giornata di solitudine, sono uscita, ho comprato mezzo chilo di baccalà già ammollato e mi sono messa al telefono:

Driiinnn...
- Alex, buongiorno! Sei pronta per dirmi tutta la verità e nient'altro che la verità sul baccalà mantecato???
E così è stato...

Poi sabato era una giornata terrificante, grigia e cupa e, come lei, mi è presa una gran voglia di piatti a lunga preparazione e da cucinare pian piano...
Non so se questa possa considerarsi una ricetta a quattro mani (o se a due mani più una cornetta...) fatto sta, che il risultato era buono da impazzire.
Prima di lasciarvi alla preparazione che, lo ripeto, è unicamente merito di Alex (io mi limito a riportarvi tutto quello che mi ha insegnato lei), faccio una precisazione: la presentazione con l'anice stellato non è nata a caso, ma vuole richiamare l'accostamento olfattivo che ho potuto testare da Alajmo. Lui utilizza le sue essenze, noi possiamo accontentarci di una grattugiatina di anice o semplicemente di spargerne il profumo nell'aria.


Sandwich di baccalà mantecato


baccalà già ammollato
olio buono (io sempre il mio fidato Polifemo che, con le sue note di pomodoro, richiama il classico abbinamento del baccalà mantecato con la confettura di pomodoro)
uno spicchio d'aglio tagliato in quattro
pepe
cucchiaio di legno e santa pazienza

polenta (io ho usato la Ottofile di Prunotto che non ho però trovato così eccellente quanto credessi, ovvero era tanto buona quanto la farina di Storo che uso quotidianamente e non così buona come una ottofile della Garfagnana che ho avuto modo di testare un paio d'anni fa)
anice stellato

Mettere il baccalà in acqua fredda e farlo bollire 15 minuti circa. Scolarlo (io ho conservato un bicchiere d'acqua di cottura), pulirlo dalla pelle e dalle lische, peparlo e inserirlo in un contenitore alto e stretto (Alex suggeriva il bricco del latte). Iniare al lavorare il pesce con il cucchiaio di legno aggiungendo pian piano, olio a filo. Rigiratelo come se fosse una polenta, rompendo a poco poco così le fibre e montando in questo modo il composto. Continuate aggiungendo olio fino alla consistenza desiderata (io alla fine ho aggiunto un paio di cucchiai d'acqua di cottura). Distribuirlo in un contenitore e infilarci dentro per mezz'ora lo spicchio d'aglio tagliato in quattro a dare profumo.
N.B. : Alex vieta categoricamente l'uso di panna o latte, innanzitutto perchè questi non rispecchiano la ricetta originale e, in secondo luogo, perchè tendono ad irrancidire.

Preparare la polenta come da vostra ricetta, distribuirla in un recipiente della giusta altezza (che vi consenta, cioè, di ottenere dei medaglioni dell'altezza che voi desiderate) e farla raffreddare. A questo punto, copparla e scaldarla sulla piastra.
Montare i medaglioni di polenta col baccalà come per formare un panino. Terminare il tutto con l'anice stellato e lo spago da cucina.

Alex, grazie!!!

venerdì 6 novembre 2009

Sgombro e mela

Sgombro e mela

Questo piatto pesca a piene mani da idee altrui:
- nella forma, da questa deliziosa preparazione di Dada (una a caso...);
- nei sapori, da Oldani da cui, un po' di tempo fa, ho assaggiato un antipasto composto proprio da questi due ingredienti (la portata era di Lydia, per cui ho solo fatto un assaggio e ne ricordo ben poco). Insomma, l'accostamento mi era piaciuto da matti e mi era rimasta la voglia di riprovarlo a casa...
E' scontato precisare che con lo sgombro fresco il risultato sarebbe indubbiamente migliore.


Sgombro e mela

per una mela:
70g sgombro sott'olio
2 cucchiai di creme fraiche
scorza di un limone grattata
timo
pepe

una noce di burro
sale affumicato

Frullare lo sgombro a crema con la creme fraiche. Aggiungere poi la scorza grattugiata, il pepe e il timo.
Lavare la mela e tagliarla a fette sul piano longitudinale. Sciogliere il burro in una padella con un pizzico di sale affumicato e ripassarvi le fette di mela per 5-6 minuti (deve appena cuocere, senza perdere in croccantezza).
Ricomporre il frutto alternando la crema di sgombro alle fette di mela.

Mele

venerdì 19 giugno 2009

Venerdì? Gravlax!

Collage gravlax
I frequentatori di Ikea lo dovrebbero conoscere bene (io me ne sparo sempre due piatti). Si tratta di una tipica preparazione svedese (e, più in generale, di tutti i paesi scandinavi) per gustare il salmone.
Si basa sul metodo della salatura che consente al pesce di buttare fuori i liquidi e di conservarsi così più a lungo. In rete ha già spopolato (alzi la mano chi ancora non l'ha fatto!) e come sempre io sono l'ultima ruota del carro...ma siccome è una preparazione che adoro, s'aveva proprio da fà!!
Ecco come ho proceduto:


Gravlax

un filetto di salmone da 700g con la pelle (ma senza squame)
70g zucchero di canna
30g sale affumicato (ma si può usare anche solo sale normale)
120g sale grigio di Guerande
10g di aneto (o finocchietto)
5 bacche di pepe bianco pestato

Tamponare il salmone con carta assorbente e con una pinzetta togliergli le lische.
Miscelare assieme il sale, lo zucchero, il pepe e le erbe e distribuire parte del composto su un piatto lungo. DIsporvi il salmone con la pelle rivolta verso il basso e distribuire il resto della miscela sulla parte scoperta.
Chiudere il tutto ben stretto con pellicola e disporvi sopra un peso*.
Riporre il tutto in frigo provvedendo ad eliminare ogni 12 ore il liquido emesso.
Dopo 2 giorni (o dal momento in cui smetterà di buttar fuori i liquidi) il salmone è pronto (vedi foto).
Ripulirlo (non sotto l'acqua!) dalla miscela rimanente e servirlo a fettine sottili con pane nero.

*L'ideale sarebbe partire con 2 filetti da sovrapporsi l'uno sull'altro, di modo che la parte interna combaci e le pelli restino esterne (sia sopra che sotto).

Come già detto, l'uso più immediato è quello in accompagnamento col crostino (un po' come il salmone affumicato), ma volevo proporvi anche un paio di idee alternative.

Aggiornamento: per una diversa versione, vedere QUI.

Tartare di gravlax e fragole

Tartare di gravlax e fragole

per 4 persone:
240g gravlax
240g fragole al netto degli scarti (ancora meglio se fossero fragoline)
1 cucchiaino raso di senape
4 cucchiai d'olio
2 cucchiaini di sesamo (nero)

Tagliare il gravlax a cubetti piccoli e condirlo con l'olio, la senape e il sesamo.
Nel frattempo, tagliare le fragole della stessa misura del salmone e unirle al resto.
Con un coppapasta, impiattare la tartare e guarnire, a piacere, con un po' di crema d'avocado.


Bicchierino con crema di avocado e gravlax

Bicchierino con crema di avocado e gravlax

per 4 bicchieri
120g avocado (mezzo avocado)
40g yogurt naturale
1 cucchiaio d'acqua
1 cucchiaio d'olio
sale affumicato
pepe

80g gravlax

Tagliare il gravlax a cubetti piccoli e condirlo con un filo d'olio.
Frullare l'avocado con l'acqua, l'olio, lo yogurt, il sale e il pepe, fino ad ottenere una crema morbida.
Distribuire i cubetti di gravlax nei bicchierini e terminare con la crema di avocado.


Zucchine, yogurt e salmone

Crema di zucchine, yogurt e gravlax

per 2 persone
300g zucchine
150g yogurt
sale e pepe
olio evo
gravlax

Pulire le zucchine, salarle e peparle e farle rosolare in un cucchiaio d'olio per un paio di minuti e portarle a cottura con un po' d'acqua bollente (fino a ricoprirle appena).
Cuocerle a fiamma alta, finchè non si inteneriscono. Frullarle e, una volta raffreddate, mescolarle con lo yogurt.
Servire con striscioline di gravlax (e qualche pezzettino sul fondo).

domenica 22 febbraio 2009

Sfogliatine con puntarelle e acciughe

fogliatine con puntarelle e acciughe

Anche oggi posto una non-ricetta...più che altro un piccolo sfizio veloce, delizioso e all'insegna della tradizione.
Colgo però l'occasione per una riflessione: ma voi vi rendete conto che la vastità di proposte vegetali che l'inverno ci offre, l'estate neanche se la sogna???
Broccoli e cavoli di tutti i generi, erbe varie, radici, cardi, carciofi...e chi più ne ha più ne metta. Perchè siamo sempre così restii davanti a questo tipo di verdure?
Perchè c'è ancora gente che si mangia melanzane, zucchine e peperoni d'inverno? Che senso ha? Pagare di più, per un prodotto importato o comunque di qualità scadente e andare contro Natura è così soddisfacente?
Fine del pippone.


Sfogliatine con puntarelle e acciughe

un rotolo di pasta sfoglia
puntarelle
acciughe
sott'olio
Scaldare il forno a 180 gradi.
Tagliare a rettangoli la pasta sfoglia.
Lavare le puntarelle e tagliarle in due. adagiarle, pressando leggermente sulla pasta sfoglia. Interporre, tra l'una e l'altra, un mezzo filettino di acciuga sott'olio, tagliato a misura.
Cuocere il tutto per una decina di minuti o fino a doratura.

sabato 14 febbraio 2009

Rillettes di sgombro

rillettes

Ehm, ehm...
No, non è un miracolo...è pura follia.
Come potrete immaginare, la sottoscritta non si è tramutata nel nuovo Lazzaro, bensì, dopo una gioiosa giornata a digiuno (da cibo e acqua) in ospedale, è stata rimandata a casa per sciopero del personale (il tutto, ovviamente dopo aver ricevuto visite su visite, la fatidica scritta a pennarello indelebile 'sì' sulla gamba da operare e 'no' su quella sana, il camice operatorio e il letto di degenza).
Così il tutto è rimandato al 25...
Incredibile, ma vero!
Vi lascio alla ricetta, perchè sono ancora senza parole...
Con questa crema, ho riempito dei cannoli fatti come quelli qua sotto.


Rillettes di sgombro

100g sgombro sott'olio (ovviamente si può usare anche quello fresco)
3 cucchiai di creme fraiche
la scorza di un limone bio grattata
qualche stelo di erba cipollina a piacere
una acciuga sott'olio
pepe di Sichuan

Frullare lo sgombro (se usate quello fresco, aggiungete anche un cucchiaio di olio) e l'acciuga, mescolarlo con la creme fraiche, la scorza grattugiata, l'erba cipollina finemente tagliata e il pepe di Sichuan pestato.
Fate riposare il tutto in frigo per un'oretta almeno e servitela con dei crostini di pane (o come farcia per dei bocconcini salati).

martedì 27 gennaio 2009

Bigoli con acciughe e arancia

26-01-2009 15.05.38_0018

I bigoli con le acciughe sono uno dei miei piatti preferiti. Il papino è un grande esperto e ha messo a punto una ricetta tutta sua che si discosta sia dalla tradizione veneta che da quella del sud.
Sarà che sono di parte o sarà che sono un po' ruffianina, fatto sta che a mio avviso i suoi sono perfetti.
Così, per non azzardare copie, mi sono leggermente discostata recuperando una ricetta di Sigrid, riportatami alla mente dalla mia amica Marta, appena entrata nel magico mondo dei foodbloggers.
Insomma, ho fatto un bel mix, ma il risultato è stato davvero gustoso!
Ingredienti rigorosamente a occhio...


Bigoli con acciughe e arancia

per 1 persona

100g di bigoli o altra pasta lunga
6-7 filettini di acciughe sott'olio
un'arancia
concentrato di pomodoro
un pizzico di peperoncino
un goccio di aceto balsamico
pane grattato

Ho cotto la pasta in acqua non salata.
Nel frattempo ho sciolto le acciughe in un padellino, sfumato con un goccio (2 cucchiai, circa) di succo d'arancia, poi con un goccio (un cucchiaio circa) di aceto balsamico e infine ho aggiunto un pizzico di peperoncino e il concentrato di pomodoro (2 cucchiai) affinchè si creasse una bella salsina.
Ci ho saltato la pasta e infine ho dato una spolverata con pan grattato e scorza d'arancia.

Acciughe

martedì 1 luglio 2008

Crema di peperoni con mazzancolle


Questa ricetta è fa-vo-lo-sa. E' la versione "povera" di quella originale (con astice) imparata ad un corso con Ernst Knam.
Prima però, vorrei spendere due parole nei confronti di questo giovane pasticcere (che poi, chiamarlo "pasticcere" è riduttivo).
Inutile sottolinearne le capacità professionali: basta leggere il suo curriculum per accorgersi con quale straordinario carisma si ha a che fare.
Piuttosto, volevo ringraziarlo per la sua grande umiltà e gentilezza. E' raro, a così alti livelli, trovare ancora persone che si fermino a parlare per strada con te della "torta della mamma".
Ernst Knam non è solo un grande cuoco, ma anche un grande uomo (e non mi riferisco solo alle sue dimensioni teutoniche).
Ecco...dopo questa immensa e meritatissima marketta, torniamo a noi. Come dicevo, lo spunto per questa preparazione è proprio quella stessa crema fatta al corso ma, non avendo la ricetta sotto mano quando l'ho fatta, sono andata ad occhio (cosa che lui, avrebbe certamente approvato). Ho inoltre eliminato la panna in favore del latte.
Che vi posso dire? Fatela, fatela e ancora fatela! E' facile e veloce e l'accostamento vi stupirà per la sua delicatezza.


Crema di peperoni con mazzancolle

mazzancolle (o altri crostacei)
2 peperoni (rossi)
3 o 4 pomodori (stesso peso dei peperoni)
olio evo
acqua o brodo vegetale
latte (o panna)
1 spicchio di aglio
sale e pepe

Lavare e pulire i peperoni togliendo i semi e le parti bianche interne. Romperli a pezzetti. Pelare l'aglio. pulire e tagliare i pomodori (senza spellarli!).
Sbollentare le mazzancolle, toglierle dall'acqua e lasciar raffreddare.
In una casseruola mettere l'olio, l'aglio. i peperoni e la polpa di pomodoro. Salare leggermente, pepare, bagnare poco per volta con l'acqua/brodo e latte e far cuocere a fuoco medio per circa trenta minuti senza coperchio, aggiungendo, quando necessario, altro liquido (attenzione a non esagerare, altrimenti viene un composto troppo poco denso).
Lasciar raffreddare le verdure, passarle al frullatore, quindi al setaccio fine; mettere il passato in una ciotola e incorporare eventualmente altro latte (o la panna liquida), mescolando fino ad ottenere una crema leggera. Correggere di sale.

Questa ricetta è fantastica anche per il semplice fatto che non si sono tolti nè i semi, nè la buccia dei pomodori. Finalmente non si butta via la roba e non si perde tempo a pettinar le bambole!

sabato 28 giugno 2008

Anello di riso con erbe aromatiche e gamberi


Oggi, per la prima (e forse ultima) volta, lo Spilucchino ha il piacere di proporvi un piatto a base di pesce (crostacei).
E un motivo c'è. La ricetta, infatti, è della mamma (o meglio, di una delle sue più care amiche) che così ha voluto accogliere il mio rientro a Mantova.
Con le temperature di questi giorni devo dire che è stato davvero un piatto che ci siamo gustati a dovere e che quindi ho pensato di proporre anche a voi...
Eh, sì! La mamma è sempre la mamma!


Anello di riso con erbe aromatiche e gamberi

riso
gamberi
il succo di un limone
olio
sale
erbe aromatiche: 3/4 di basilico e 1/4 prezzemolo
pomodorini

Lessare il riso al dente e fermarne la cottura sotto acqua fredda corrente. Condirlo con un'emulsione di olio, metà succo di limone e un po' di sale.
A parte frullare le erbe con un po' di sale grosso, il restante limone e un filo d'olio. Condire bene il riso con le erbe e versarlo in uno stampo leggermente unto. Pressarlo bene e metterlo a riposo in frigo (anche un giorno).
Nel frattempo, lessare i gamberi, sgusciarli e condirli con olio e sale. Condire anche i pomodorini e comporre il piatto.
Da mangiare freddo.