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lunedì 5 novembre 2012

La cugina povera della vichyssoise

porri

...povera sì, perchè le manca la panna, il brodo di carne e tanta altra robetta di cui invece l'originale francese è dotata, ma altrettanto buona.
Eh sì perchè per questa zuppa che mi dimentico sempre di fare (e che ogni volta mi stupisce per la disarmante bontà) ho usato porri di Cervere e patate quarantine, due prodotti della terra di assoluta eccellenza.
Dei primi ho scritto qualche giorno fa su Gastronomia Mediterranea: si tratta di porri lunghissimi particolarmente dolci originari della provincia di Cuneo, mentre le patate sono di origine ligure, a pasta bianca, regalo graditissimo di un caro amico.


La cugina povera della vichyssoise

per 4 persone:
300g porri
300g patate
sale, pepe, noce moscata
latte

Pelare le patate e tagliarle a pezzetti. Tagliare anche i porri e mettere il tutto in una pentola, ricoprendo con del latte, quanto basta per ricoprire le verdure.
Aggiungere sale, pepe e un'abbondante spolverata di noce moscata.
Far cuocere finche' le verdure non saranno morbide e frullare.

porro cervere + patata quarantina

martedì 24 gennaio 2012

Zuppe anticrisi

zuppe

Non vorrei fare la finta modesta, ma devo rivelarvi che ho avuto l'onore di leggere in anteprima le idee contenute nella manovra salva-Italia di Monti.
Ebbene, nel capitolo dedicato al risparmio ho scovato la ricetta di queste tre zuppe e l'ho fatta mia...
Queste zuppe sono state ottenute rispettivamente dalle parti di scarto del finocchio, dai gambi dei carciofi e dalle foglie esterne del cavolfiore, ovvero da quello che si è soliti buttare.
Ma è tempo di crisi e, si sa, è bene non sprecare niente soprattutto se il risultato è decisamente appagante...
Come ho fatto?

Le zuppe anticrisi
ricetta del presidente Monti

In tutti e tre i casi ho cotto gli ingredienti tagliati a pezzetti assieme ad una o più patate (sbucciate e tagliate anch'esse), sale e acqua fino a ricoprire. Ho poi cotto per una quarantina di minuti fino a rendere gli ingredienti morbidi da essere frullati.
In tutti e tre i casi ho servito con una generosa macinata di pepe, crostini di pane, un generoso giro d'olio e, per non farci mancare nulla, anche con qualche pezzo di crosta di grana.

giovedì 24 febbraio 2011

I passatelli

passatelli

Giusto per riprendere il filone tradizionale, oggi passatelli!
Da bambina ne andavo matta, per me rappresentano il cibo rassicurante per eccellenza (chiamiamolo pure comfort food, che fa più figo) ma ho ripreso a mangiarli solo di recente...proprio quando mi sono accorta di quanto fosse facile farli in casa. Che poi così semplice non è: primo perchè ci vuole l'attrezzino giusto per formarli (una sorta di schiacciapatate a fori larghi che riesco a sostituire con un tritacarne) e secondo perchè per fare dei passatelli con la P maiuscola, oltre a uova, pane, grana, noce moscata e scorza di limone, a mio avviso ci vuole anche il midollo che, diciamolo pure, non è cosa che si trova alla latteria sottocasa.
Basta però che vi rivolgiate al vostro macellaio di fiducia il quale, dopo avervi guardati con aria interrogativa, come nei migliori film dell'orrore si armerà di mannaia e vi procurerà un pezzo di midollo in men che non si dica...
Ah, visto che si parla di macellai, colgo l'occasione per segnalarvi il mio (Macelleria Masseroni, via Corsico, 2 Milano -M2 Porta Genova- Tel.02.89.40.37.74): sia chiaro, nulla di regalato però la qualità della carne che compro da lui non ha uguali. Fine della marketta.


Passatelli


per 4 persone (ma noi ce li scofaniamo in 2 senza grandi rimorsi di coscienza):
2 uova
100g parmigiano grattugiato non troppo giovane
100g pan grattato ricavato da pane "bianco" (cucchiaio più, cucchiaio meno)
20g midollo*
un pizzico di sale
noce moscata
scorza grattugiata di mezzo limone

Lavorare insieme tutti gli ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo (aggiungere, se serve, un cucchiaio in più di pan grattato)**. Con l'apposito strumento (o con un surrogato) creare i passatelli.
Cuocerli, giusto il tempo che vengano a galla, in un buon brodo di carne (per me, di cappone).

*sia chiaro: mangio con altrettanto gusto anche i passatelli "smidollati" ma con il midollo hanno decisamente una marcia in più.

**potete anche preparare l'impasto il giorno prima, il riposo non guasta.

lunedì 24 gennaio 2011

Minestra con sedano e magoncini

minestra sedano-magoncini

...ovvero la minestra della mia infanzia.
In effetti non che sia stata svezzata a suon di frattaglie, ma ritrovare questi sapori antichi mi ha riportata indietro nel tempo di almeno vent'anni.
Non so se si tratti di un piatto tipicamente mantovano (dai volumi a mia disposizione ho trovato solo minestre con i fegatini e non con i magoncini) ma di certo è un piatto tipico di casa mia (e questo mi basta per amarlo alla follia).
I non amanti delle frattaglie possono concludere qui la lettura del post. I più audaci invece saranno curiosi di sapere che i magoncini, così chiamati a Mantova (e di recente già incontrati nella ricetta degli agnolini) altro non sono che i ventrigli (a Milano suonano così) o durelli del pollo, ovvero una parte dello stomaco del pennuto che si consuma senza grandi lavorazioni (non servono tempi per lo spurgo) semplicemente ripulendo i pezzi dalle striature bianche.
Credo che questa sia l'unica preparazione in cui ami il sapore del sedano...


Minestra con sedano e magoncini


per una persona:
2 pugni di riso (vialone nano o carnaroli)
100g magoncini (al netto degli scarti)
30g sedano
brodo di carne leggero* (circa 500g)
sale e pepe
grana grattugiato

Togliere i filamenti dal sedano e tagliarlo a cubetti.
Privare i magoncini di tutti i filamenti bianchi (ottenendo così 100g di prodotto), sciacquarli e cuocerli per almeno un'ora (se si chiamano durelli, c'è un perchè...) nel brodo di carne con i cubetti di sedano.
Aggiungere, se serve, un pizzico di sale o altro brodo e cuocere il riso per 15-18 minuti assieme ai magoncini e al sedano.
Terminare con una macinata di pepe e una spolverata di grana.
Ringrazio l'audacia di quelli che sono arrivati fin qui.

*il brodo deve essere leggero un po' perchè dopo un'ora e mezza di cottura si restringe per bene concentrando il sapore e un po' perchè il magoncino stesso rilascia un buon sapore.

lunedì 17 gennaio 2011

Ode alla zuppa di cipolle

zuppa di cipolle

Cosa dire della zuppa di cipolle? E' poesia, è uno dei piatti più buoni che esista e senza dubbio una delle più alte forme di erotismo. Di questo ne sono convinta (e non ridete innanzi al guazzabuglio degli ormoni di una povera donna incinta).
Sono altresì convinta però che sia un piatto che non fate mai, un po' per il terrore della puzza e un po' perchè è una preparazione non velocissima e che non viene facilmente in mente. Io ho usato delle cipolle di Giarratana a dir poco meravigliose che non mi hanno fatto scendere neanche una lacrima e non hanno minimamente appestato la cucina. L'ho arricchita con l'avanzo di qualche crosta di formaggio ed ho usato solo Parmigiano invece dei classici emmental o groviera.
Sono ancora commossa...


Zuppa di cipolle

Per 4 persone:
650g cipolle di Giarratana
50g burro
1 litro di buon brodo di carne
2 cucchiai di farina setacciata
90g croste di Parmigiano o Grana
120g Parmigiano grattugiato
8 fette di pane bianco raffermo
sale

Tagliare le cipolle a fettine sottilissime e farle stufare in un recipiente coperto per 20 minuti con il burro e un pizzico di sale.
Aggiungere ora i due cucchiai di farina, mescolare e quando questa inizia ad attaccare aggiungere lentamente il brodo bollente. Coprire di nuovo e cuocere per altri 40 minuti.
Pulire le croste, tagliarle a cubetti e aggiungerle alla zuppa negli ultimi 5 minuti.
Distribuire sul fondo di ogni ciotola una fetta di pane, una spolverata di formaggio e poi la zuppa. Terminare con un’altra fetta di pane e dell’altro formaggio.
Fare colorire il tutto in forno (già caldo) con la funzione grill per 10-12 minuti.

lunedì 20 dicembre 2010

Crema di zucca e mandarino con mostarda di mele

crema zucca, mandarino e mostarda di mele

E' noto che le donne incinta abbiano una percezione dei sapori diversa dal normale. Si sa che cambiano i propri gusti da un giorno all'altro e che si fanno travolgere dalle voglie.
Anch'io sto vivendo tutto questo ma, più di ogni altra cosa, mi sto accorgendo di un grande ritorno alla cucina della mia terra d'origine, Mantova. Mai come in questi mesi ho pubblicato ricette mantovane e mai come adesso faccio largo uso dei suoi prodotti.
Probabilmente questo processo fa parte di un istinto naturale alla conservazione, non so, in ogni caso mi piace verificarne la presenza.
In questa zuppa che in verità non ha nulla di tradizionale, convivono dolce, piccante e acido (più una nota di sapidità data dal parmigiano) in un modo che a noi panciute è piaciuto tanto...spero lo gradiate anche voi!


Crema di zucca e mandarino con mostarda di mele


per 4 persone:
700g zucca mantovana (al netto)
500g (circa) di acqua bollente
il succo di 3 mandarini
sale
parmigiano a scaglie
mostarda di mele (rigorosamente del papà)

Tagliare la zucca a pezzi e cuocerla per una ventina di minuti con l'acqua bollente salata.
Frullarla con il minipimer e aggiungere il succo dei mandarini. Aggiustare eventualmente la consistenza restringendo il tutto sul fuoco o aggiungendo altra acqua.
Distribuire nelle ciotole e servire con qualche pezzo di mostarda di mele ben piccante e delle scaglie di parmigiano.

giovedì 21 ottobre 2010

Zuppetta di mele e castagne

Crema castagne mela

L'inelegante sbobbetta informe che vedete in foto altro non è che uno dei miei esperimenti di riciclaggio più riusciti.
Come molti di voi infatti, anch'io con i primi freddi mi sono fatta tentare dall'acquisto delle castagne. Le ho comprate, amorevolmente incise, ordinatamente distribuite nella teglia del forno...e lì me le sono dimenticate. Al momento dell'assaggio, pertanto, più che delle castagne arrosto mi sono ritrovata delle castagne secche (e tanta grazia che non si sono bruciate)...
Così ho pensato di tentare di reidratarle inserendole in una zuppa e la cosa mi è molto piaciuta.
Ho deciso di non frullare a crema ma di lasciare dei pezzetti di castagne un po' più grossolani che all'occhio di certo stonano, ma sotto ai denti erano una vera goduria!


Zuppetta di mele e castagne

Per 1 porzione:
75g castagne cotte (arrosto o lesse, fate voi...basta che non le secchiate)
150g di mela
150g di liquidi (100g latte + 50g acqua)
burro
sale affumicato e pepe
formaggio di malga per terminare

Far rosolare le castagne in una noce di burro per qualche minuto, salate (io ho usato un buon sale affumicato) poi aggiungere le mele sbucciate e tagliate a pezzetti e il mix di acqua e latte bollente. Fate cuocere per una decina di minuti poi frullate il tutto e servite con una spolverata di pepe e di formaggio.

lunedì 7 giugno 2010

Crema fredda di cetriolo

Crema fredda di cetriolo

Ricetta presa paro paro da La cucina del corriere, rivista che, francamente, non ho ancora capito se mi convinca oppure no.
Dal punto di vista grafico per me è il miglior prodotto che abbiamo in Italia, ma dal punto di vista delle ricette non sempre mi convince (nè in originalità, nè in coerenza sulla stagionalità). Fatto sta che per ora è una delle poche che ancora compro.
Voi che ne pensate?


Crema fredda di cetriolo


per 4 persone:
500g patate
4 cetrioli
0,5 dl yogurt
brodo vegetale (per me acqua)
sale e pepe
(menta e/o basilico)

Lavate le patate e mettetele in una casseruola d'acqua fredda, portate a ebollizione, salate, regolate la fiamma e fate cuocere per 35 minuti.
Scolatele e raffreddatele in acqua e ghiaccio, dunque pelatele.
Nel frattempo, sbucciate i cetrioli (tenendo anche un po' di buccia che dà maggior colore), tagliateli a tocchetti e frullateli insieme alle patate aiutandovi con un po' di brodo/acqua fino a quando non avrete raggiunto la giusta consistenza. Frullate insieme a piacere anche un po' di menta o basilico.
Mettete la crema in frigo per almeno due ore, poi aggiungete lo yogurt e servite con una macinata di pepe nero.

lunedì 9 novembre 2009

Minestra detox di finocchi

Minestra detox di finocchi

Il clima in questi giorni si sta facendo sempre più teso. Con il pullulare degli scopiazzamenti gli animi si scaldano sempre di più e i fegati si fanno sempre più amari...e allora cosa volere di più di una bella zuppettina detox?
Questa è una ricetta che mi ha insegnato mia madre e che mi porto dietro dal primo anno di università. E' molto semplice. La faccio spesso quando voglio mangiare leggero ma con gusto (adoro queste brodaglie calde!). Inoltre è utile per lo smaltimento delle parti più dure del finocchio (che è sempre un peccato buttar via) e per le croste di parmigiano.


Minestra di finocchi

300g finocchio
150g patate
un cucchiaio raso di farina
sale e pepe
croste di parmigiano (o parmigiano grattugiato)
olio evo

Tagliare con la mandolina sia il finocchio che le patate. Rosolarle in un cucchiaio d'olio, ricoprirle appena di acqua bollente, salare, pepare e far cuocere a fuoco vivo per 30 minuti circa. Sciogliere un cucchiaio di farina in 2-3 cucchiai d'acqua e aggiungerlo alla minestra. Cuocere ancora qualche minuto fino al raggiungimento della giusta consistenza. Terminare con le croste tagliate a pezzetti e servire.

giovedì 22 ottobre 2009

Zuppetta autunnale di cavolfiore e castagne

Zuppetta autunnale di cavolfiore e castagne

Che voglia di cuccia in questi giorni, di caldino, copertine e coccole...voglia di camino acceso, di risotti avvolgenti e di zuppette corroboranti.
E poi tanta voglia di frutti invernali. Di arancione e di verdure verdi.
E di forno acceso. Di pane.
Di pasta fatta in casa e di patate.
No, non sono incinta, è solo arrivato l'autunno.


Zuppetta autunnale di cavolfiore e castagne


per 4 persone:
1 cavolfiore
una ventina di castagne
alloro
burro
sale affumicato
sale alla vaniglia
latte caldo
noce moscata
pepe lungo

Bollire le castagne in acqua salata con una foglia di alloro per 30 minuti.
Lavare il cavolfiore, dividerlo in cimette più piccole e cuocerlo in un recipiente contenente una foglia di alloro, 2/3 di acqua bollente e 1/3 di latte (il tutto per tanto liquido sufficiente a ricoprirlo appena). Salare (con sale alla vaniglia), pepare (con pepe lungo) e non stancarsi di aggiungere noce moscata. Una volta cotto (20 min. circa), frullare il tutto.
Riprendere le castagne, sbucciarle e passarle per qualche minuto in padella dove avrete precedentemente sciolto una buona noce di burro con del sale affumicato. Completare il piatto e godersi la coccola!

Questa zuppetta è dedicata a due che le coccole se le sono fatte per quarantatre anni: i miei genitori.

lunedì 28 settembre 2009

Zuppetta di zucca, salsiccia e limone

cremazucca

Non so se sono già psicologicamente pronta per le zucche...e voi?
Per fortuna la sua colorazione riesce a mantenerti ancorato ai toni estivi...
In questo bicchierino (che ho servito come aperitivo) non c'è nulla di nuovo: nè l'abbinamento zucca-salsiccia, nè l'accostamento con la buccia di limone.
Come forse molti di voi sanno, nei tortelli di zucca mantovani c'è chi suggerisce -oltre alla mostarda, alla noce moscata e agli amaretti- l'aggiunta di una grattatina di scorza di limone.
Nella mia famiglia questo accorgimento non viene praticato, ma confesso che in tutte le altre preparazioni (paste o risotti) mi diverto spesso ad aggiungerne un po'.
Particolarmente azzeccato è risultato in questo bicchierino, data la carica "grassa" della salsiccia.


Zuppetta di zucca, salsiccia e limone


zucca
salsiccia
semi di zucca
sale e pepe
noce moscata
buccia di limone

Sbucciare la zucca e cuocerla con un po' d'acqua. Salare, pepare e farla andare finchè non si ammorbidisce. A questo punto, dare una bella grattata di noce moscata e frullare il tutto. Suddividerla in più porzioni.
Tostare i semi di zucca con un pizzico di sale e versarli sulla zuppa.
Cuocere la salsiccia (senza grassi) in un padellino, sbriciolarla e distribuirla in ogni bicchiere.
Terminare con una abbondante grattata di limone.

lunedì 27 luglio 2009

Zuppetta tiepida di ravanelli e bottarga

Zuppa di ravanelli e bottarga

Visto il successo della mia prima crema di ravanelli e visto che i suddetti li riesco a mangiare solo in versione cotta-e-frullata, eccomi di ritorno con un nuovo beverone, molto meno pretenzioso del primo, ma ugualmente gradevole.
Ne ho rifatta una versione più leggera (solo latte e niente panna) e con meno contrasti gustativi. Un piatto indubbiamente meno complesso e che per questo vedo meglio come antipasto/aperitivo (il "beverino d'entrata", ultimamente, lo propongo quasi sempre!) piuttosto che come primo.
Il giochino è stato semplice: ho sostituito un ingrediente sapido (la feta) con un altro dalla stessa caratteristica (la bottarga)...poche mosse e il gioco è stato fatto!


Zuppetta di ravanelli e bottarga


Per 6 bicchierini
20 ravanelli
latte
sale e pepe
noce moscata
bottarga di tonno
burro salato

Lavare bene i ravanelli e tagliarli a fettine. Metterli in una pentola e versarvi sopra quel tanto che basta di latte per ricoprirli. Salare, pepare e cuocere fino a quando i ravanelli non si ammorbidiscono.
A questo punto, aggiungere un'abbondante grattugiata di noce moscata e frullare con il minipimer. Servire, ancora tiepida, con una noce di burro salato sulla superficie e un'abbondante spolverata di bottarga.

mercoledì 24 giugno 2009

Crema di ravanelli, feta e anacardi

Crema di ravanelli, feta e anacardi

E rieccoci tornati alla normalità (anzi, a dirla tutta è ora che pensi ad ingegnarmi per la ricetta col Grana da proporre al concorso delle Tamerici!).
Questa crema mi ha conquistata al primo sguardo: piccantino (ammansito) del ravanello + sapidità della feta + dolce/croccante degli anacardi...un mix incredibile!
Ho tratto ispirazione dal libretto I bicchieri dello chef di Philippe Conticini, nuova uscita per Bibliotheca culinaria. L'ho sfogliato rapidamente in libreria, certa che l'avrei lasciato lì ("un altro libro sui bicchierini? No, no, non c'è dubbio che lo compri!") e invece...e poi è il piatto ideale per questa settimana all'insegna del rosa!


Crema di ravanelli, feta e anacardi

Per 2 persone:
20 ravanelli
140g latte
75g panna
un pizzico di fior di sale
40g feta
8 anacardi
burro salato
noce moscata
pepe nero

Pulire i ravanelli tenendone da parte 2 per la guarnizione finali. Tagliarli a cubetti e metterli in una pentola con il latte, la panna e il fior di sale. Cuocere per 15 minuti dal momento dell'ebollizione. Frullare il tutto.

Disporre sul fondo di ogni ciotola metà ravanello tagliato a fettine sottili, 20g di feta tagliata a cubetti piccoli, due anacardi spezzettati, un giro di pepe, poi la crema di ravanello e infine guarnire con una noce di burro salato, le fettine di ravanello restanti, i restanti due anacardi spezzettati e un'abbondante spolverata di noce moscata. Procedere allo stesso modo anche con l'altra ciotola.
Ravanelli

lunedì 6 aprile 2009

Crema di carciofi ed erba cipollina

Crema di carciofi ed erba cipollina

Questa crema è nata assolutamente per caso. Avevo infatti comprato dei carciofi che si erano rivelati un po' legnosetti e amari. Così ho subito scartato l'idea di mangiarli "in purezza" sia a crudo che cotti.
L'unica speranza era quella di cuocerli e stemperarli e così è nata questa crema, davvero deliziosa.
In effetti di frullare i carciofi non ci si pensa mai...sembra quasi uno scempio! Eppure...

Crema di carciofi ed erba cipollina

3 carciofi
3 patate medio piccole
2/3 acqua
1/3 latte
sale, pepe
erba cipollina

Pulire carciofi e patate e metterli in una pentola. Salarli e peparli e ricoprirli q.b. con una soluzione di 2/3 di acqua e 1/3 di latte.
Cuocere finchè non si ammorbidiscono. Frullare e servire con una spolverata d'erba cipollina.

Crema di carciofi ed erba cipollina

giovedì 26 marzo 2009

Crema di zucca con radicchio

Crema di zucca con radicchio

Preparazione semplicissima e che noi adoriamo. Sto notando che, ultimamente, l'aggettivo "semplicissimo/a" lo sto utilizzando praticamente in tutti i posts...
Quando le materie prime sono buone, non c'è niente da fare se non manipolarle il meno possibile. E cosa c'è di meglio della dolcezza della zucca che si sposa con l'amaro del radicchio?


Crema di zucca con radicchio


zucca mantovana
radicchio tardivo
olio
sale (per me, rosso) e pepe

Pulire la zucca, tagliarla a tocchetti, salarla, peparla, ricoprirla d'acqua (quel tanto che basta) e metterla a cuocere sul fuoco.
Quando si è ammorbidita, frullarla col minipimer e aggiustare eventualmente la consistenza aggiungendo acqua oppure facendola restringere sul fuoco.
Pulire e tagliare il radicchio a striscioline, adagiarlo sul fondo della ciotola/piatto, condirlo con sale, pepe e olio, versarvi sopra la crema calda e rifinire con altre striscioline di radicchio, sale, pepe e un giro d'olio.

venerdì 6 marzo 2009

Crema di sedano rapa con aria di liquirizia

Crema di sedano rapa e aria di liquirizia

Dopo tanto sentire, finalmente ho deciso di "arieggiare" pure io...
Sono andata al Naturasì, mi sono comprata un pacco di lecitina bio (che mi basterà finchè scampo!) e mi sono cimentata...bè, è una delle cosa più stupidamente facili mai fatta!
Io non vado matta per queste cose, però devo dire che spesso possono essere divertenti, soprattutto se prese in piccole dosi.
Vi lascio la ricetta in proporzioni (che sembra un po' una formula matematica più che una ricetta)...


Crema di sedano rapa con aria di liquirizia

un sedano rapa
stesso peso di patate
2/3 latte
1/3 acqua
sale e pepe
liquirizia (in polvere oppure anche caramelle non zuccherate)
un cucchiaino di lecitina di soia

Sbucciare le patate e il sedano rapa, tagliarli a pezzi e metterli a cuocere in una pentola piena di liquido (2/3 latte + 1/3 acqua) fino a ricoprirli e aggiungere sale e pepe.
Una volta cotti, frullarli ed eventualmente aggiustarli di consistenza.
Per l'aria, sciogliere un po' di liquirizia in due dita d'acqua bollente dentro il contenitore del minipimer. Aggiungere un cucchiaino di lecitina e iniziare a frullare con il minipimer cercando di incorporare aria il più possibile.
Impiattare la crema, raccogliere la schiuma prodotta e adagiarla al centro del piatto e terminare (a piacere) con un po' di polvere di liquirizia.

mercoledì 29 ottobre 2008

Crema di sedano rapa, patate e cubebe


Buona, buonissima questa zuppetta scaldacuore, pur nella sua assoluta semplicità.
Ritrovare i sapori invernali è quasi emozionante.
Non finirò mai di ribadire l'importanza di seguire la stagionalità dei prodotti.
Vorrei invece approfondire il discorso sul cubebe (qualità di "finto" pepe di cui vi avevo già parlato qui) riportando un piccolo aneddotto raccontato in un vecchio numero de La cucina italiana.

"Anni fa, quando si parlava tanto di "liberazione dei sessi", un editore d'assalto ebbe l'idea di abbinare a un settimanale una bustina che consteneva "un potente afrodisiaco". Questo afrodisiaco aveva un nome: cubebe, e non si spiegava bene se bisognasse mescolarlo ai cibi oppure spalmarlo sulle parti intime. Fatto sta che ci fu un grande successo di vendite e, sembra, alcuni ustionati che male avevano compreso e applicato l'applicazione medico-erotica...".

Ciò detto, vi lascio la ricetta...


Crema di sedano rapa, patate e cubebe

un sedano rapa
patate (la metà del peso del sedano rapa)
latte crudo
acqua q.b.
sale e cubebe

Sbucciare e tagliare a pezzetti sia le patate che il sedano rapa e portarli a cottura con 2/3 di latte crudo e 1/3 di acqua leggermente salata (aggiungere liquidi fino a ricoprire le verdure).
Una volta cotti, frullare il tutto e servire con una macinata di cubebe e crostini di pane (nel mio caso, un meraviglioso pane al sale affumicato di cui vi parlerò a breve).

Non ho voluto aggiungere nè panna, nè parmigiano, poichè la ricchezza del latte crudo conferisce alla preparazione un gusto ed una morbidezza più che appaganti.

venerdì 12 settembre 2008

Crema di zucchine con pancetta dolce



Questa cremina è proprio una sciocchezza ma, usando ingredienti di buona qualità (zucchine fresche e pancetta NON come la mia), è davvero una delizia per il palato. Può essere servita come antipasto o come primo piatto.
Purtroppo avevo in casa solo la terribile pancetta a dadini, ma il consiglio è di farsene tagliare qualche buona fettina dal vostro salumiere di fiducia.


Crema di zucchine con pancetta dolce

Zucchine fresche
acqua
sale e pepe
maggiorana, timo limone o altra erba a piacere
pancetta dolce
olio evo

Lavare le zucchine, tagliarle a pezzi e metterle a cuocere in una pentola con un po' di acqua salata (quasi a ricoprirle). Una volta cotte, frullarle con l'acqua di cottura, il pepe, le erbe aromatiche (per me, timo limone) e un cucchiaio di olio evo. Impiattare.
Nel frattempo, tagliare la pancetta a stricioline e saltarle in una padella aderente ben calda, finchè diventano croccanti. Adagiare la pancetta nel piatto (in ultimo per evitare che perda di croccantezza!) e guarnire con qualche foglia di timo limone.

venerdì 11 luglio 2008

Crema fredda di patate e basilico


In questi giorni sono un po' ripetitiva, lo ammetto. Tra l'altro, di una ripetitività sui generis, direi. Passo dal lievitato alla zuppetta fredda: dal peggio per queste temperature, alle migliori soluzioni rinfrescanti...
Mah!
Ad ogni modo, questa è l'ennesima ricettina che ho scopiazzato dalla mia amica Alex, ovviamente non senza aver fatto le dovute modifiche (non sia mai!!!).
Una volta scoperte le zuppe fredde e superato l'iniziale scetticismo, adesso non mi ferma più nessuno!

Crema fredda di patate e basilico

4 patate
un mazzetto di basilico
latte q.b.
acqua q.b.
una manciata di pinoli
olio evo
sale e pepe

Pelare le patate, tagliarle a tocchetti e sciacquarle abbondantemente sotto acqua corrente, in modo da togliere buona parte dell'amido.
Versare un filo d'olio in una casseruola, far rosolare le patate, salare, pepare e aggiungere metà acqua e metà latte caldo, fino a ricoprirle.
Continuare la cottura finche non sono morbide.
Far intiepidire il tutto e frullare con le foglie di basilico.
Servire guarnendo con un filo d'olio e una manciata di pinoli.

In realtà volevo spennellare il bicchiere in cui ho servito la zuppa di pesto, ma ho scoperto di non averne più, così ho usato un patè di olive.

sabato 5 luglio 2008

Zuppa fredda di peperoni, mela e pomodori


Certo che l'estate è proprio un gran tripudio di colori. Stamattina mi sono svegliata accecata dall'azzurro del cielo. Che meraviglia...
E i fiori, i frutti, le verdure...ora, non vorrei cadere nel retorico o nel patetico, ma davvero è un piacere avere a che fare con materie prime così vive, accese.
E questa zuppetta fredda, che farebbe invidia alla Stabilo Boss, è un inno a tutto questo!


Zuppa fredda di peperoni, mela e pomodori

2 peperoni rossi
stesso peso di pomodori
mezza mela
acqua o brodo vegetale
olio
sale e pepe

Lavare e tagliare a pezzi i peperoni, i pomodori e la mela (preventivamente sbucciata). Metterli in una casseruola con un filo d'olio, farli rosolare e aggiungere acqua/brodo q.b. fino alla loro cottura (30 minuti circa), sale e pepe.
Frullare il tutto, passare al setaccio, far raffreddare e servire.

E' mia convinzione che la mela renda più digeribili i peperoni.