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martedì 10 febbraio 2015
Alfajores de maicena
Se tuo fratello ti riempie di dulce de leche (la celebre "confettura" di latte caramellato argentina) tentare di fare gli alfajores, i biscotti friabilissimi fatti con l'amido di mais, è il minimo che si possa fare.
Mi sono affidata con successo alla ricetta di Tuki.
Inutile dire che come quasi tutti i frollini, anche questi biscotti se ben conservati in scatole di latta, guadagnano di sapore e consistenza col tempo.
Alfajores de maicena
per una trentina di biscotti
120g di farina
180g di maizena
100g di zucchero di canna
130g di burro morbido
3 tuorli (75 g)
mezzo cucchiaino di lievito per dolci
mezzo cucchiaino di bicarbonato
1 pizzico di sale
dulce de leche per farcire
Lavorare il burro a crema con lo zucchero e il sale, aggiungere i tuorli e mescolare bene fino ad ottenere un composto omogeneo, unire la farina setacciata con la maizena e i lieviti ed amalgamare il più velocemente possibile (se usate la planetaria o il robot fermatevi non appena si formerà una palla di impasto); avvolgere con la pellicola e lasciare in frigo per 2 o 3 ore. Stendere l’impasto ad uno spessore di circa 5 mm e, con l’aiuto di uno stampino di 4-5 cm di diametro, ricavare i biscotti e disporli su una o più teglie rivestite di carta forno e rimettere in frigo per almeno 30 minuti. Cuocere in forno preriscaldato a 180°C per circa 10 minuti, sfornare al primo accenno di doratura e lasciar raffreddare completamente su una griglia. Quando i biscotti saranno completamente raffreddati, farcirne la metà con una piccola quantità di dulce de leche, aiutandovi con un cucchiaino o con la sac a poche, e ricoprire con i biscotti rimasti facendo una lieve pressione.
venerdì 14 febbraio 2014
Frolla "bona" con marmellata di arance e pistacchi
Quando devo preparare un dolce buono e veloce penso subito alla pasta frolla. Come ho già avuto modo di dire, io prendo tutti gli ingredienti e, senza tanti crismi, li impasto velocemente nel kenwood.
Da quando il tempo a mia disposizione è andato ulteriormente sottraendosi non faccio più nemmeno lo sforzo di mettere in forma una crostata, ma stendo la frolla, la riempio con la farcitura di turno, ripiego i bordi all'interno e inforno.
Niente di più semplice.
Quello di cui vi vorrei far partecipi oggi è invece l'utilizzo della farina bona, la cui scoperta (grazie a Diletta) mi ha decisamente cambiato la vita.
Si tratta di una farina di mais tostato che nella frolla si usa in una percentuale di circa 25-30% che rende la pasta decisamente più friabile e profumata (il mais tostato sa quasi di nocciola!)...diciamo pure più bona!
È una farina prodotta unicamente in Svizzera per cui di difficile reperibilità qui da noi, salvo ordinarla su internet (si trova su Tibiona) o trovarla tra gli scaffali di qualche supermercato (Migros) al confine con la Svizzera.
Naturalmente non è un prodotto a buon mercato (circa 16 euro al chilo) ma io non posso più vivere senza.
Se vi capita sottomano, provatela!
Frolla "bona" con marmellata di arance e pistacchi
225g farina bianca (petra5)
75g farina bona
3 tuorli
120g zucchero di canna
150g burro
un pizzicone di sale alla vaniglia
Marmellata di arance
Pistacchi
Impastare velocemente insieme tutti gli ingredienti (va bene anche un qualsiasi cutter).
Formare una palla e stendere subito tra due fogli di carta forno cercando di ottenere una forma tonda e regolare.
Riempire il centro con la marmellata lasciando circa 3 cm dal bordo. Aggiungere i pistacchi grossolanamente tagliati e richiudere i bordi verso il centro, un lembo per volta.
Mettere in frigo per una mezz'ora e nel frattempo portare il forno a 175 gradi.
Infornare ad una posizione medio-bassa per mezz'ora circa.
giovedì 23 gennaio 2014
Barrette con farro soffiato, mandorle e cioccolato
Mettete insieme un ricordo da bambina, una gita al Centro botanico (negozio alquanto fighetto di roba bio a Milano) e la voglia di stare in cucina con mia figlia ed ecco che, dal nulla, spunta un post!
Che poi in questi ultimi tempi, non è che proprio "nulla nulla" ho fatto...
Ho messo al mondo un'altra figlia, per dirne una, e ora faccio l'equilibrista nel rimettere nuovamente in ordine le gioie che la vita mi sta regalando.
Ma torniamo a noi e a questa ricetta che è più un appunto per me che non una rivelazione per voi. Alzi la mano chi da bambino non ha mangiato il ciocorì, quella barretta di riso soffiato che si faceva fondendo i Mars. Ecco, volevo riprodurre uno snack simile ma senza porcherie dentro. Sono bastati del buon farro soffiato (che ha sprigionato un incredibile sapore quasi di caffè tostato), del cioccolato con la C maiuscola e delle splendide mandorle siciliane.
Barrette con farro soffiato, mandorle e cioccolato
120g cioccolato fondente (per me il kalingo 65% Valhrona)
60g farro soffiato
40g mandorle con la buccia
un cucchiaio di miele (per me di agrumi)
una noce di burro
Tagliare le mandorle grossolanamente con un coltello e mescolarle al farro soffiato.
Fondere il cioccolato a bagnomaria con il burro e versarlo sul farro soffiato/mandorle assieme al cucchiaio di miele. Amalgamare il composto e stenderlo in uno stampo* rivestito di carta da forno. Livellare la superficie e far raffreddare in frigo.
Una volta freddo, tagliare a listarelle e conservare in una scatola di latta.
*come stampo, per ottenere delle forme regolari, ho usato il fondo di uno da plumcake.
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martedì 5 novembre 2013
Chocolate thumbprints
...ovvero tra moglie e marito non mettere il dito, il dito mettilo nei biscotti!
L'avete capito, continua la carrellata di biscotti preparto. Quando qualche giorno fa su Facebook ho chiesto quali fossero i vostri preferiti, ho ottenuto più o meno la medesima risposta sia da Anna che da Elena. Era proprio il caso di ascoltarle perchè i biscotti con l'impronta del pollicione (traduzione letterale ed aulica dall'inglese) sono proprio uno sballo.
Riempiteli di marmellata, di cioccolato o mangiateli senza farcitura che sono proprio un godimento!
Da amante del cioccolato amaro ho voluto essere estremista al massimo e ho ridotto la quantità di zucchero al minimo sindacale. A noi sono piaciuti così, ma voi regolatevi in base ai vostri gusti.
La ricetta è quella di Martha Stewart recuperata via Comida (a sua volta tratta da Kja) e la farcitura (ganache al caramello) è quella di Alex.
Chocolate thumbprints
120g farina
60g cacao
un pizzicone di fior di sale
115g burro
130g zucchero + quello per impanarli (io ne ho usati solo 70g e ho utilizzato quello di canna)
1 tuorlo
1 cucchiaio di panna fresca (omesso)
Preriscaldate il forno a 175 gradi. Setacciate farina, cacao e sale. Sbattete il burro con lo zucchero, magari con delle frusta elettriche, fino ad avere una crema morbida e spumosa, unite il tuorlo e la panna, continuate ad amalgamare. Aggiungete il mix di farina e mescolate bene in modo che sia ben incorporato. Otterrete un composto bricioloso, lavoratelo con le mani per renderlo una palla soda. Approntate una ciotolina piena di zucchero e foderate la piastra di carta da forno. Prelevate un cucchiaino di impasto, rotolatelo tra i palmi della mano per fare una pallina, rotolatela nello zucchero e posatela sulla piastra. Continuate fino ad aver riempito la piastra, ponendo le palline a 2-3 cm di distanza. Affondate il pollice in mezzo ad ogni biscotto per fare una rientranza abbastanza profonda ma senza bucare il biscotto. Infornate per 10 minuti. Prelevate la teglia dal forno e se alcune rientranze hanno perso definizione premete leggermente mentre sono ancora caldi. Dopo 15 minuti potete levarli dalla teglia e metterli su una gratella a raffreddare.
Per la ganache aò caramello:
75g cioccolato fondente
30g zucchero
45g panna fresca
Tagliare il cioccolato a pezzetti. Sciogliere lo zucchero in un pentolino e farlo caramellare. Aggiungere la panna (attenzione agli spruzzi) e far cuocere finché il caramello si sarà sciolto. Aggiungere il composto caldo al cioccolato e far sciogliere il tutto finché sarà spalmabile.
Farcire i biscotti con la crema di cioccolato e riporli in una scatola di latta.
giovedì 31 ottobre 2013
Zaletti
Ebbene si, è partito il tour dei biscotti, quel rito ben augurale che accompagna le ultime settimane delle mie gravidanze.
Con Chiara le tappe erano state Lemon Meltaways, baci di dama e canestrelli. Tutti e tre strepitosi e da riproporre anche nei cesti di Natale. Con Cecilia invece inauguro il viaggio con la ricetta degli Zaletti (o Zaeti, o Gialletti) riportata, assieme ad un accurato excursus storico, da Diletta su Gastronomia Mediterranea qualche tempo fa.
Ho fatto un paio di varianti, non tanto per scelta quanto per mancanza di ingredienti e sono risultati buonissimi!
La prossima volta vorrei osare con più farina gialla e utilizzare quella di Marano, per restare in Veneto.
Zaletti
(per circa 45 biscotti)
350g Farina per frolla
150g Farina di mais bramata (va bene anche fioretto, ma personalmente preferisco una grana più grossa)
150g Burro
200g Zucchero
55g Uovo intero (1 uovo)
150g Uvetta (ho usato metà uvetta e metà pere secche)
70g Rum (per me marsala)
1 Bacca di Vaniglia
Scorza grattugiata di una limone
10g Lievito per dolci
Per prima cosa versare il rum sull'uvetta e lasciare macerare per alcune ore. Impastare zucchero e burro. aggiungere le uova e le farine setacciate con il lievito. Scolare l'uvetta e incorporarla all'impasto. Formare dei filoncini quadrati da circa 500g ciascuno (ne vengono 2) lughi 25-30cm, raffreddare in freezer per 20-30' e tagliare a 1 cm di spessore. infornare a 160-170°C per 15-18°C. Non devono scurire troppo ma rimanere belli gialli. Depositare i biscotti sulla placca leggermente distanziati perchè in cottura si allargano. Lasciar raffreddare e conservare in un contenitore ermetico.
Sono biscotti profumatissimi e ancora più buoni se lasciati frollare per un paio di giorni; se accompagnati con vino dolce sono ottimi a chiusura del pasto.
350g Farina per frolla
150g Farina di mais bramata (va bene anche fioretto, ma personalmente preferisco una grana più grossa)
150g Burro
200g Zucchero
55g Uovo intero (1 uovo)
150g Uvetta (ho usato metà uvetta e metà pere secche)
70g Rum (per me marsala)
1 Bacca di Vaniglia
Scorza grattugiata di una limone
10g Lievito per dolci
Per prima cosa versare il rum sull'uvetta e lasciare macerare per alcune ore. Impastare zucchero e burro. aggiungere le uova e le farine setacciate con il lievito. Scolare l'uvetta e incorporarla all'impasto. Formare dei filoncini quadrati da circa 500g ciascuno (ne vengono 2) lughi 25-30cm, raffreddare in freezer per 20-30' e tagliare a 1 cm di spessore. infornare a 160-170°C per 15-18°C. Non devono scurire troppo ma rimanere belli gialli. Depositare i biscotti sulla placca leggermente distanziati perchè in cottura si allargano. Lasciar raffreddare e conservare in un contenitore ermetico.
Sono biscotti profumatissimi e ancora più buoni se lasciati frollare per un paio di giorni; se accompagnati con vino dolce sono ottimi a chiusura del pasto.
giovedì 17 ottobre 2013
Torta di mele al farro e noci
Sono tempi bui per le pagine di questo blog, la cucina di casa è sempre più ridotta all'osso o si limita a ripetere dei grandi classici (crostate, torte di pane, non so quante ne ho fatte ultimamente). Pollo arrosto, spatzle, arrostino, tutte cose "basic" che però in questo momento vanno per la maggiore.
La gravidanza a questo giro mi sta togliendo tutte le energie e quel poco che rimane è tutto dedicato alla mia bambina (tra l'altro, sempre più la mia prima aiutante in cucina!).
Se si pubblica una tortina oggi è tutto merito delle mie voglie (dite "grazie voglie", tutti insieme): sono stata colta da improvviso bisogno di torta rustica con mele e noci, sicchè ho aggredito tre povere golden, senza neanche sbucciarle (troppa era la fame atavica) ho preparato l'impasto e ficcato in forno. Queste sono le soddisfazioni della vita!
Inoltre questa torta è un buon compromesso tra golosità e salutismo (perchè pur non essendo eccessivamente calorica è proprio buona e le noci aggiungono una bella nota goduriosa) che, tutto sommato, mi tiene con la coscienza abbastanza pulita.
Qui non ha raggiunto le 24 ore di vita, vedete un po' voi...
Torta di mele al farro e noci
500g mele
4 uova
110g zucchero di canna
60g burro fuso
60g yogurt naturale
220g farina di farro
mezza bustina di lievito
marsala
60g noci
un pizzico di sale alla vaniglia
burro e pangrattato per lo stampo
Lavare le mele, tagliarle a fettine sottili e metterle a macerare, rigirando di tanto in tanto, con un bicchiere di marsala.
Nel frattempo, sbattere i tuorli con lo zucchero e il sale, unire il burro fuso, lo yogurt e infine la farina setacciata col lievito.
Incorporare all'impasto le mele con un po' (o tutto, a vostro piacere) del loro liquido di macerazione e le noci spezzettatte. Io ho inserito 2/3 delle mele e un terzo l'ho tenuto per fare la decorazione finale.
Montare gli albumi a neve a aggiungerli delicatamente al resto.
Imburrare e pangrattare uno stampo e versarvi il composto. Terminare conficcando a fondo nell'impasto le mele rimaste formando una raggiera.
Cuocere per 45-50 minuti a 175 gradi. Prova stecchino.
Zucchero a velo, una volta fredda.
mercoledì 17 luglio 2013
Crostata con lamponi rossi e gialli e amaretti
Chi mi segue su Facebook già sa che sono tornata a casa dalla montagna con un ricco bottino di lamponi. I più non hanno nemmeno fatto in tempo ad entrare in cucina, altri sono finiti in marmellata e questi si sono incastonati in una delle più buone crostate mai fatte.
Saranno state le uova di montagna, l'uso del burro di panna agra* (se lo trovate, prendetelo! In giro ho trovato il burro di Sepp della Mila oppure il burro Algunder), la farina di farro o forse proprio i lamponi, fatto sta che ne è uscita una meraviglia.
Per stare in tema di torte, vi ricordo che oggi a MIlano c'è la Festa del Vicinato, un'iniziativa organizzata dal Comune pensata per coinvolgere gli anziani negli spazi vicini alle loro abitazioni, nei cortili, nelle portinerie dei caseggiati popolari o nelle piazzette, dove poter tornare bambini in una grande merenda di quartiere. Se avete voglia, siete ancora in tempo per poter contribuire con una torta dolce o salata da condividere alla festa. Le mie non mancheranno!
Crostata con lamponi rossi e gialli e amaretti
200g farina di farro
2 tuorli
90g zucchero di canna
100g burro di panna agra
un pizzico di sale alla vaniglia
15 amaretti sbriciolati
lamponi qb
3 cucchiai di zucchero di canna
Lavorare velocemente insieme tutti gli ingredienti per la frolla (in una planetaria o in un cutter), stenderla tra due foglie di carta forno e disporla all'interno dello stampo. Metterla in freezer.
Nel frattempo accendere il forno a 180 gradi e preparare il ripieno.
Quando il forno avrà raggiunto la giusta temperatura, togliere la frolla dal freezer, distribuire gli amaretti sul fondo e adagiarvi sopra i lamponi. Terminare spargendo uniformemente i tre cucchiai di zucchero di canna rimasti.
Cuocere ad un piano medio-basso per 25 minuti circa.
A cinque minuti dalla fine, schiacciare leggermente con una forchetta i lamponi.
* Le prime produzioni di burro di panna agra avvennero sui pascoli e nelle fattorie. Poiché a quei tempi non esistevano le centrifughe, le cosi dette “zangole”, i casari facevano scremare il latte nei cosiddetti “Gäpsen” ottenendo in questo modo la panna a loro necessaria per la produzione del burro. Come si può facilmente immaginare a quei tempi non esistevano neppure i condizionatori d’aria e, in conseguenza a ciò, poteva capitare che durante l’affioramento la panna divenisse acida. I casari si accorsero, però, che il “burro acido” ottenuto aveva un aroma piacevole e, a mio avviso, molto più intenso. Come dire, sa molto più di burro.
mercoledì 26 giugno 2013
Torta crumble al rabarbaro
Il rabarbaro in questi giorni sta davvero spopolando, d'altronde inizia finalmente a trovarsi con facilità sui banchi dei nostri mercati e acquistarlo diventa inevitabile (per non parlare di chi se lo sta coltivando nel giardino o sul balcone di casa).
Ho voluto riproporre una torta di Knam che avevo fatto qualche anno fa con le albicocche e mi era piaciuta molto con le varianti del caso.
Ho voluto anche tentare di liberarmi la coscienza usando un crumble "finto dietetico-salutista" fatto con farina integrale e i fiochi d'avena.
Mi rendo conto di essere ridicola...abbiate pietà di me!
Torta crumble al rabarbaro
Per il crumble:
50g burro
50g farina integrale
40g zucchero di zucchero di canna
35g fiocchi di avena
un pizzico di sale alla vaniglia
Per la torta:
240g farina
200g rabarbaro
140g burro
100g ricotta vaccina
90g zucchero di canna
2 uova
la scorza grattugiata di un limone
1 bacello di vaniglia
9g lievito chimico in polvere
un pizzico di sale alla vaniglia
Per il crumble, impastare velocemente insieme tutti gli ingredienti fino ad ottenere una consistenza sabbiosa. Riporre in frigo.
Per la torta, lavorare con una frusta il burro con lo zucchero e il sale, aggiungere un uovo per volta, la ricotta e la farina setacciata insieme al lievito. Aggiungere la vaniglia e la scorza di limone e terminare con il rabarbaro lavato e tagliato a pezzetti.
Distribuire il tutto in uno stampo (da 22-24) imburrato e infarinato e cospargere con il crumble.
Cuocere a 170 gradi per 45 minuti. Prova stecchino.
martedì 18 giugno 2013
Crostata con fragole e rabarbaro
Quando aspettavo Chiara ero sicura che questo blog si sarebbe trasformato in un ricettacolo di baby-ricette, che mi sarei dedicata al cibo per lei e per le sue pappe.
Col tempo ho capito che non sarebbe mai stato così, perchè il cibo per lei (dall'avvento dei denti in poi) è anche il cibo per noi. Non credo al cibo per bambini, credo in un'alimentazione sana e varia (e sottolineo varia) che piaccia a tutte le età.
Adoro farle conoscere la frutta e la verdura. Ogni volta che mi avvio in cucina lei recupera una sedia dal tavolo e mi si affianca per vedere (e toccare) quello che faccio. Si sgranano insieme i piselli, si puliscono i fagiolini, i carciofi, si pelano le patate, si annusa il basilico e lo si aggiunge ai sughi...e si preparano insieme tante torte!
Non vi dico lo stupore di fronte al rabarbaro ("ra-bar-ba-ro amore, si chiama rabarbaro. Barba, come barba-papà, ra-barba-ro!") e non vi dico neppure il tempo che ci ha messo per stendere la frolla che era ormai quasi sciolta...però ne è uscita la crostata più buona del mondo!
Crostata con fragole e rabarbaro
per un cerchio da 22
per la frolla:
200g farina (petra 5)
2 tuorli
90g zucchero
100g burro
un pizzico di sale alla vaniglia
per l'interno:
150g fragole al netto degli scarti
150g di rabarbaro al netto
30g zucchero
il succo di mezzo limone
Lavorare velocemente insieme tutti gli ingredienti per la frolla (in una planetaria o in un cutter), stenderla tra due foglie di carta forno e disporla all'interno del cerchio, conservandone i ritagli. Metterla in freezer.
Nel frattempo accendere il forno a 180 gradi e preparare il ripieno.
Lavare e tagliare in 2 o in 4 le fragole a seconda delle dimensioni. Lavare e tagliare a tocchetti più piccoli il rabarbaro. Condirli insieme in una ciotola con lo zucchero e il limone.
Quando il forno sarà arrivato in temperatura, distribuire la frutta nello stampo e infornare nella parte medio basssa del forno per 10 minuti.
Nel frattempo, ricomporre i ritagli della frolla e prepararli per la griglia.
Trascorsi i 10 minuti, estrarre la crostata e comporre la griglia. Cuocere alla stessa posizione per altri 17-18 minuti.
martedì 19 marzo 2013
Cake al semolino
Chi non muore a quanto pare si rivede...
E' un periodo così, portate pazienza. Che poi non è che non stia cucinando, anzi...finalmente mi sto divertendo ad organizzare le merende per Chiara e i suoi amici, che è la cosa che più sognavo quando l'avevo nella pancia e che finalmente ora riesco a realizzare.
Sì, questo blog sta prendendo un tono mammoso sdolcinato, ma che ci devo fare?
Ebbene, questo cake ci (a me, a Chiara, alla sua amichetta Viola) è particolarmente piaciuto e quindi andava per forza fissato su carta (o su PC, insomma).
Eccolo qui, velocissimo e rusticissimo:
Grazie a mammà per avermi dato l'ispirazione!
Cake al semolino
300g semolino (ho fatto un mix di semola fine e rimacinata)
160g zucchero di canna
100g burro morbido
mezza bustina di lievito
3 cucchiai di marmellata di arance
3 uova
sale alla vaniglia
qualche cucchiaio di latte
Mescolare insieme la semola, lo zucchero, il lievito setacciato e il pizzico di sale. Aggiungere le uova e il burro e mescolare fino ad avere un composto omogeneo. Aggiungere ora la marmellata e 2-3 cucchiai di latte.
Imburrare uno stampo da plumcake e versarvi l'impasto. Cuocere a 180 gradi per 40 minuti circa.
mercoledì 6 febbraio 2013
Baicoli con lievito madre
I baicoli possono essere considerati il grado zero dei biscotti. Sono una specialità veneziana consumata da sempre da chi va per mare, grazie al fatto che, alla luce della bis-cottatura, si mantengono molto a lungo. Mi piace pensarli come il corrispettivo nordico e dolce delle friselle tipiche dei pescatori del sud (per ulteriori informazioni e per una versione con lievito di birra, guardate qui).
In casa sono piaciuti tanto e un po' come le ferratelle qui sotto sono diventati parte integrante delle merende di Chiara.
Sono dei biscotti semplicissimi, non sono certo dei frollini, ma per chi ha dei nanetti con le mani lunghe in giro per casa sono delle alternative sane e ideali.
Questa volta Chiara, oltre a riproporsi come modella, mi ha aiutata anche nella preparazione, seguendo con attenzione la misura degli ingredienti e aiutandomi ad impastare con vigore.
Abbiamo seguito la plurigarantita ricetta delle sorelle Simili tratta dal loro ultimo libro "La buona cucina di casa". Tra parentesi le mie note.
Baicoli con lievito madre
350g lievito madre (rinfrescata dalla sera precedente)
350g farina di forza (per me Petra 5)
130g acqua
90g zucchero (di canna)
90g burro morbido (in verità ho usato 70g di burro salato e 20g di strutto)
1 cucchiaino di sale (non l'ho messo perchè ho usato il burro salato)
Con la farina fare una bella fontana.
Sciogliere bene al centro il lievito madre a pezzetti con l'acqua, aggiungere il burro, lo zucchero e il sale e lavorare bene insieme tutti gli ingredienti. Deve risultare un bell'impasto morbido.
Dividere l'impasto in 4 parti uguali e formare dei filoncini, sistemarli sulla teglia ricoperta da carta forno (io li ho disposti su due teglie diverse), lasciarli riposare 4/5 ore (5 ore mi sono servite tutte) in luogo riparato.
Cuocere in forno caldo a 200° per 10 minuti, non devono colorire troppo. Lasciarli freddare bene su una gratella poi metterli in un sacchetto di plastica per alimenti fino al giorno dopo (non l'ho fatto, ho aspettato solo 3 ore e poi sono passata alla biscottatura).
Tagliarli a fettine molto fini (il più sottile possibile), disporli sulla teglia del forno e farli tostare 8-10 minuti a 150/160° (a me sono stati sufficienti 4 minuti per lato a 140°). Devono appena dorare.
Quando freddi conservarli in una scatola di latta, durano a lungo.
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lunedì 4 febbraio 2013
Le ferratelle della nonna Kenna
Sembrano delle banalissime cialde eppure vi assicuro che, seppur nella loro assoluta semplicità (farina, uova, olio e zucchero) questi biscotti tipici dell'Abruzzo creano dipendenza.
Le ho scoperte grazie a mia suocera che mi ha regalato la piastra elettrica per farle e guidata passo passo nell'impasto. Appartengono alla famiglia delle gaufres francesi o dei wafels olandesi o waffles anglosassoni, ma hanno una consistenza molto più sottile e croccante che le distingue da tutti.
Il nome deriva loro proprio dal ferro su cui, una volta arroventato, venivano cotte un lato per volta. Ancora oggi in tanti le producono così, io mi sono accontentata della piastra elettrica che, tra i vari pregi, ha anche quello di cuocere entrambi i lati insieme.
Un tempo il ferro era parte integrante della dote nuziale delle spose e spesso recava inciso lo stemma della famiglia o le iniziali.
Ferratelle
400g di farina
5 uova
10 cucchiai di zucchero (200g circa)
10 cucchiai di olio extravergine di oliva
Un cucchiaino di cannella in polvere
Accendere la piastra apposita che deve essere ben calda.
Con una frusta, mescolare insieme tutti gli ingredienti, facendo attenzione a non formare dei grumi. Si otterrà un composto piuttosto sodo.
Distribuire un cucchiaio raso di impasto al centro della piastra e cuocere per circa un minuto e mezzo. Procedere fino a terminare l'impasto.
Conservare in scatole di latta e consumarle in purezza o ricoperte da un velo di marmellata.
lunedì 19 novembre 2012
Torta soffice di albumi al cioccolato
Questa torta è diventata il tormentone di casa. Nell'ultimo mese l'avrò fatta almeno cinque volte e prima di oggi non sono mai riuscita a fotografarla...dura troppo poco!
E' una vera fregatura perchè essendo così soffice e leggera fa sì che si perda ogni freno inibitore e che una fetta tiri l'altra. Pertanto ve la sconsiglio vivamente. Qualora vi ostinaste a farla (è comodissima per riciclare gli albumi), prendetevela con Lydia, la colpa è sua.
Qui di seguito con mie modifiche...
Torta soffice di albumi al cioccolato
per uno stampo dal diametro di 22cm
5 albumi
100g di zucchero di canna
70g di burro fuso
100g di cioccolato fondente
30g di fecola di patate (oppure tutta fecola)
50g di farina 00
1 cucchiaino di lievito
un pizzico di sale alla vaniglia
Fondere il cioccolato con il burro a bagnomaria e tenerlo da parte.
Cominciare a montare gli albumi, a metà "montaggio" aggiungere lo zucchero a pioggia e il sale e continuare a montare.
Con l'aiuto di un cucchiaio di legno incorporare delicatamente la farina, la fecola e il lievito precedentemente setacciati e mescolare facendo il classico movimento "dall'alto in basso".
Aggiungere il cioccolato e il burro ed infornate a 180° per una mezz'ora circa.
Zucchero a velo a piacere.
mercoledì 7 novembre 2012
Cake al cioccolato e olive
Ve lo ricordate l'olivotto, la grappa alle olive che vi avevo proposto qualche anno fa?
Ebbene, in questa stagione è un rito che si ripete nelle mani sempre più sapienti del mio papà.
Ogni anno, una volta prodotta la grappa, conserviamo in barattolo le olive -ormai ubriache- che sono servite per produrla. Ogni tanto ne sbocconcelliamo qualcuna, questa volta invece sono finite in un cake assieme al cioccolato.
Posso dire che era strepitoso?
Di solito in questa ricetta uso le ciliegie sotto spirito quindi potete sostituirle con quelle. La frutta sotto spirito, in fondo, ha un po' tutta lo stesso sapore...
Cake al cioccolato e olive
150g burro
120g zucchero di canna +25g per lo stampo
3 uova
250g farina
mezza bustina di lievito
120g di cioccolato fondente in gocce
80g di olive (o ciliegie) sotto spirito
un pizzico di sale alla vaniglia
Lavorare il burro a lungo con una frusta. Aggiungere lo zucchero e il sale e lavorare ancora. Poi aggiungere le uova, una alla volta e la farina setacciata con il lievito.
Inserire ora le olive denocciolate e tagliate in due o più pezzi e il cioccolato. Mescolare.
Imburrare per bene uno stampo e spolverarlo di zucchero di canna (non c'è bisogno di tappezzarlo, è sufficiente la dose indicata).
Cuocere a 210 gradi per 15 minuti (tenetelo d'occhio e se serve copritelo con un foglio di alluminio perchè non colorisca troppo), poi abbassare a 180 per altri 25-30 minuti (prova stecchino).
mercoledì 24 ottobre 2012
Torta monferrina
Questa è una torta che ho tenuto nel cantiere dei to do per una vita perchè, prima di farla, voleva capirne un po' di più. Ho cercato notizie in lungo e in largo ma di questa preparazione così antica e fascinosa non sono riuscita a trovare alcunchè. In rete si trovano diverse interpretazioni e l'unica certezza è che si tratta di una torta a base di mele, zucca e cacao/cioccolato ma nulla si sa della sua origine.
Ho voluto accentuare la nota acida delle mele usando delle cotogne ma forse erano un po' troppo stridenti. Per il resto si tratta di una torta che sa proprio di antico, ideale per celebrare l'autunno.
Mi raccomando, se sapete qualcosa di più, fatemi sapere!
Torta monferrina, my way
300g zucca
300g mele renette (per me cotogne)
150g amaretti tritati
50g uvetta ammollata nel marsala
60g zucchero di canna
2 uova
50g cioccolato fondente
120g latte
burro e pangrattato per lo stampo
Sbucciare mele e zucca e tagliarle a pezzetti. Metterle in una pentola sul fuoco con un cucchiaio di zucchero fino a farle disfare. Aggiungete un goccio d'acqua o di vino di volta in volta per evitare che si attacchino. Farle raffreddare.
A parte, sbattere insieme tutti gli ingredienti e aggiungere infine la frutta disfatta.
Distribuire il composto in uno stampo imburrato e spolverato di pangrattato e cuocere a 180 gradi per mezz'ora circa.
martedì 2 ottobre 2012
Il ciambellone di Achille
Veramente di quel caratterino d'un Achille è più noto il tallone. Ma di proposito, desideriamo mettere in rilievo il ciambellone: per amore della rima e della ricetta.
Così recita l'introduzione al mitico ciambellone tratto dal Manuale di nonna papera, edizione del 1970, pagina quarantaquattro.
Si tratta della ricetta della mia infanzia per eccellenza che, per la sua semplicità, è già finita in eredità a mia figlia unenne.
Cosa vi posso dire? Prendetemi pure in giro ma io lo adoro.
Il ciambellone di Achille
(testo originale con riproduzione fedele della mia mamma)
300g farina bianca
200g zucchero
100g burro
1 bustina di lievito (ma ne basta meno)
1 limone
2 uova
sale
qualche cucchiaio di latte
Disponete a fontana sulla spianatoia (non possedendo l'asse della pasta, potrete usare una grande zuppiera) farina, zucchero, un pizzivo di sale, lievito e la buccia grattugiata di un limone. Il tutto mescolato e setacciato. Aggiungete le uova o il burro ammorbidito. Impastate. Se vedete che l'impasto risulta troppo duro ammorbiditelo con poco latte. Ungete di burro uno stampo per ciambelle, cioè con il buco in mezzo, sistemate bene la pasta e mettete a cuocere in forno già caldo (180 gradi) per 40 minuti circa. Se li avete sottomano, sistemate sopra la ciambella qualche filetto di mandorla, qualche ciliegina candita o qualche pezzetto di cedro (ma noi l'abbiamo sempre mangiato "al naturale").
Foto rubata domenica mattina alle 7, prima che la casa si alzasse a far colazione.
giovedì 27 settembre 2012
Minicakes di farina di Storo con fichi e noci
Dolci, dolci e ancora dolci.
Lo so che siete stufi di leggere ricette di dolci da colazione ma adesso e' quello che passa in convento.
Per questi cakkini mi sono ispirata ad una vecchia ricetta di Sale e pepe (un ciambellone pubblicato sul numero di settembre del 2007) ma, oltre ad imbellettarne la forma, ho voluto accentuarne la rusticita' utilizzando la farina di Storo (una farina gialla molto grezza di cui ho piu' diffusamente parlato su Gastronomia Mediterranea) invece che la classica fioretto e mi sono piaciuti da matti. Da riprovare anche con altri tipi di frutta!
Minicakes di farina di Storo con fichi e noci
per 6 pezzi:
120g farina bianca
120g farina gialla (di Storo)
140g noci
250g fichi
140g burro
120g zucchero di canna
2 cucchiaini rasi di lievito chimico
2 uova
un pizzico di sale alla vaniglia
Lavorare il burro con lo zucchero (eccetto un paio di cucchiai) fino ad ottenere una crema soffice.
Tritare le noci con i due cucchiai di zucchero tenuti da parte (io ho tenuto una grana grossolana). Aggiungere i tuorli alla crema di burro, le noci tritate, il sale, la farina gialla e quella bianca setacciata con il lievito.
Lavare i fichi, asciugarli e tenerne da parte 4 o 5 (in base alle dimensioni). Tagliarli a fettine (tranne quelli tenuti da parte) e unirli all'impasto. Aggiungere ora gli albumi montati a neve, incorporandoli delicatamente.
Suddividere l'impasto in sei stampini imburrati e infarinati con farina gialla e terminare decorando la superficie con fettine di fico ottenute da quei 4-5 tenuti da parte.
Cuocere a 180 gradi per 20-25 minuti.
martedì 25 settembre 2012
Tarte aux prunes
Questa ricetta, che proviene da un vecchio numero di Elle à table, vanta un grande primato: è la prima volta che mi sono moralmente sentita in dovere di AGGIUNGERE burro e zucchero ad una preparazione. Le dosi originarie erano davvero stitiche.
In verità ho rimaneggiato le dosi di questa crostata anche per quanto riguarda la frolla. L'ho fatta una prima volta, seguendo le indicazioni della rivista (250g farina, 125g burro, 40g zucchero, 1 uovo, 2 cucchiai di latte) ottenendo un guscio secco e non sufficientemente ricco da contrastare la piacevole acidità sprigionata dalle prugne. Così ho deciso di bissare utilizzando la mia solita ricetta che, come previsto, ha decisamente mutato le sorti di questa tarte.
Vi risparmio la lamentela sulla superficialità delle riviste di cucina (sono reduce da un'altra ricetta sòla dall'ultimo numero di Elle à table - dei fichi ripieni di mascarpone- e ho il dente piuttosto avvelenato per non dire che mi girano ancora le balls).
Tarte aux prunes
Per la frolla:
200g farina
2 tuorli
90g zucchero di canna
100g burro
un pizzico di sale alla vaniglia
Per il ripieno
40g mandorle in polvere
1 uovo
40g zucchero di canna
40g burro fuso
un pizzico di cannella
500g prugne
Preparare la frolla lavorando velocemente insieme tutti gli ingredienti, stenderla tra due fogli di carta forno e disporla in uno stampo da crostata ben imburrato e farla riposare in frigo per mezz'ora (o in freezer 10 minuti).
Nel frattempo accendere il forno a 180 gradi.
Lavare le prugne, tagliarle in quattro e privarle del nocciolo.
Mescolare insieme lo zucchero di canna con la cannella.
Mescolare insieme l'uovo, il burro fuso, le mandorle in polvere e metà dello zucchero alla cannella.
Distribuire la crema di mandorle all'interno della crostata e adagiarvi sopra le prugne.
Spolverare le prugne con lo zucchero restante.
Cuocere a 180 gradi per 35-40 minuti.
giovedì 13 settembre 2012
Muffins alla banana
La domanda sorge spontanea: a quando risale il mio ultimo muffin? Mah, stiamo parlando dell'inizio dei tempi.
Oggi avrei dovuto passare una giornata al parco con Chiarina e due suoi amichetti, così avevo pensato di preparare la merenda. Causa malefica febbre invece, siamo chiuse in casa, così i muffins se li mangiano mamma e papà.
La ricetta è di quelle storiche, del mitico Stefano Spilli, postata sul forum della Cucina Italiana un secolo fa, qui con qualche mia modifica.
Sono sempre buonissimi!
Muffins alla banana
Per 12 muffins:
300g di farina
2/3 bustina di lievito per dolci
un pizzico di sale alla vaniglia
160g di zucchero di canna
100g di burro fuso tiepido
1 uovo
150g yogurt bianco
due banane non troppo grandi belle mature
una stecca di vaniglia
Scaldare il forno a 180°.
Imburrare e infarinare bene uno stampo da muffins, oppure disporvi i pirottini.
In una ciotola grande setacciare la farina col lievito, aggiungere lo zucchero, il sale, mescolare e fare una fontana. In una ciotola più piccola sbattere l'uovo, aggiungervi il burro fuso tiepido e sbattere bene insieme, aggiungere lo yogurt e sbattere ancora: deve essere ben amalgamato. In un'altra ciotola piccola mettere le banane spezzettate e la vaniglia. Se le banane sono grandi, usatene una e mezza, perché se il composto è troppo umido i muffins non crescono bene. E' bene che le banane siano belle mature e profumate; Questi muffins sono infatti un ottimo modo per utilizzare le banane che cominciano ad avere la buccia che scurisce.
Versare il composto di uovo-burro-yogurt nella ciotola con gli ingredienti secchi; versarvi anche la banana.
Con un cucchiaio grande girare il composto, facendo attenzione a non mescolare troppo: il composto deve rimanere grumoso, altrimenti se lavorate troppo i muffins saranno gommosi. Questa regola vale per tutti i muffins.
Aiutandovi con due cucchiai distribuire il composto negli stampi, cercando naturalmente di riempirli equamente.
Infornare e cuocere per circa 20 minuti; fare la prova dello stecchino. Cercate comunque di non far cuocere troppo i muffins, diventano duri. Se sulla supreficie del dolcetto si creando delle crepe questo è segno di buona lievitazione.
Io ho diviso l'impasto in due, aggiungendo in una metà 40g di gocce di cioccolato.
martedì 15 maggio 2012
Cake con mirtilli e banana
Un plumcake. Di quelli semplicissimi e irresistibili, nato dal nulla: da una mezza banana stranamente avanzata da Chiara, una manciata di ribes rimasta in frigo e un cestino di mirtilli, orribili, grossi come delle olive ma che mi sono ritrovata in eredita'. Ecco la dimostrazione che il tutto non e' semplicemente l'insieme delle parti, ma va oltre. La ricetta e' piu' o meno sempre la stessa, senza dubbi la mia preferita.
Cake con mirtilli e banana
150g burro
120g zucchero di canna +25g per lo stampo
3 uova
250g farina
mezza bustina di lievito
200g mirtilli
mezza banana
50g ribes
un pizzico di sale alla vaniglia
Lavorare il burro a lungo con una frusta. Aggiungere lo zucchero e il sale e lavorare ancora. Poi aggiungere le uova, una alla volta e la farina setacciata con il lievito. Inserire ora i mirtilli lavati e asciugati, i ribes e la banana a cubetti. Mescolare molto delicatamente e il meno possibile cercando di evitare di rompere i frutti. Imburrare per bene uno stampo e spolverarlo di zucchero di canna (non c'è bisogno di tappezzarlo, è sufficiente la dose indicata). Cuocere a 210 gradi per 15 minuti (tenetelo d'occhio e se serve copritelo con un foglio di alluminio perchè non colorisca troppo), poi abbassare a 180 per altri 25-30 minuti (prova stecchino).
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