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sabato 15 dicembre 2012

Impacchettiamo!

pacchimark

Si cucina poco di questi tempi, lo so. Non sono mai stata in ritardo con i regali come quest'anno. Però sono molto fiera dell'impacchettamento (l'ispirazione viene del bellissimo numero di Sale & Pepe Living)...
Carta da pacchi + centrini di carta, il materiale più grezzo assieme a quello più lezioso (e, a dire il vero, in sè un po' kitch).
I centrini li ho raccolti in giro per i vari bar dove sono stata di recente. Alcuni li avevo già presi da Pisotti e altri li ho acquistati su Etsy.
In alcuni casi li ho incollati direttamente al pacco, in altri li ho legati assieme al fiocco.
Questi sono solo i primi, ma il risultato mi piace proprio!

pacchetti

martedì 11 dicembre 2012

Ancora un Natale pop...

pallapopmark

L'anno scorso vi ho tediati con le ghirlande di pop corn (che sono tornate alla ribalta anche al mercatino di solidarietà di quest'anno), mentre stavolta con i pop corn ci ho fatto le palline per l'albero.
Il metodo è sempre lo stesso: pop corn e colla a caldo da attaccare a delle palline vecchie o low cost.

sabato 1 dicembre 2012

Benvenuto dicembre!

calendarioavvento2012mark

Qui oggi abbiamo aperto la prima bustina...


Calendario dell'Avvento

ingredienti: un vecchio vassoio di vimini rosso della nonna, mollettine numerate, filo bianco-rosso, bustine colorate autoprodotte da carte da regalo.

lunedì 5 dicembre 2011

Per un Natale POP

corona pop corn

E' sempre deprimente quando tento di entrare nel mio blog e il Signor Blogger mi chiede nome e password (che si sia scordato di me? che il mio spilucchino mi stia rinnegando?).
Anche oggi, come potete immaginare, nessuna ricetta ma solo una nuova idea per il Natale imminente (anche questa finita sui banchetti del mercatino) tratta dal sito di Marha Stewart.
Come si fa?

Vi servono una struttura circolare (tipo corone da fiorista -anche di spugna- che ho rivestito di pluriball in modo che la colla attecchisse per bene), una pistola per la colla a caldo, un sacchetto di pop corn e tanta tanta pazienza...

mercoledì 30 novembre 2011

Corona di panpepato

corona biscotti

Ebbene sì, sono ancora viva. In realtà non mi dedico molto alla cucina che non sia stracotta e frullata (però sto facendo delle signore pappe, eh!) ma nel fine settimana ho lasciato Chiara alle cure del suo papà e mi sono dedicata alla preparazione di un po' di ghirlande natalizie da vendere al mercatino organizzato in favore dei bambini alluvionati della Liguria (chi mi segue su Facebook già lo sapeva).
In casa mia, come penso in tante altre case d'Italia*, biscotto di panpepato fa rima con Alda Muratore, la cui ricetta, così come la sua memoria, rimarrà sempre nei nostri ricordi.
Ho usato mezza dose e con questa ho ottenuto sei corone.
Per farla ho fatto girare le sagome dei biscotti attorno ad un coppapasta tondo e le ho sovrapposte in modo da tenerne una sopra e una sotto e così via.
Dimenticavo: ho cotto 7-8 min a 180 gradi.


Biscotti di panpepato di Alda Muratore


(dose x 1 casetta e 2 teglie di biscotti – se si vuole fare solo 1 di queste cose, dimezzare le dosi)
200 g burro
500 g miele (possibilmente aromatico, non industriale)
250 g zucchero
almeno 3 cucchiaini di spezie in polvere (1/2 cucchiaino x ciascuno di: cannella, zenzero, chiodi di garofano , anice), noce moscata (poca)
1 bustina di lievito tipo pane degli angeli
15 g cacao
1200 g di farina
2 uova

Mettere in una pentolina il cacao e lo zucchero setacciati insieme; il miele, gli aromi e il burro a pezzetti ; fare fondere insieme a fuoco basso, amalgamare e far raffreddare a temperatura ambiente (non deve indurire). Mescolare la farina e il lievito in una terrina capace, fare il pozzo nel centro, battere leggermente le due uova, metterle nel pozzo, mescolarle con un po' di farina e aggiungere il composto di miele tutto in una volta; con il cucchiaio di legno o le fruste a gancio amalgamarlo con la farina, poi continuare ad impastare con le mani o nel robot da cucina. Quando la pasta è ben liscia, metterla in una terrina, coprire con pellicola trasparente e fare riposare una notte o mezza giornata. Stendere la pasta non troppo sottile (5-7 mm) e ritagliare le forme; per il buchino attraverso cui far passare il filo per appenderli, inserire un pezzo di stuzzicandenti e lasciarlo per tutta la cottura. Cuocere a forno moderato (180-200 °C) per 15’, senza lasciare brunire. Importante è la decorazione: glassa bianca o cioccolato, zuccherini colorati o argentati, canditi. Attenzione a non cuocerli troppo: diventano duri per effetto del miele. Meglio sfornarli appena morbidi, poi induriscono comunque. Se la decorazione è fatta con la glassa, meglio farla subito prima di appenderli; se invece li decori con mandorle e canditi, puoi farlo prima della cottura (le mandorle non devono dorarsi in cottura). Farli raffreddare su una gratella e quando sono ben freddi conservarli nelle scatole di latta fino a Natale. Appenderli all’albero non più di 8 giorni prima, per evitare che prendano polvere. Questi biscotti vanno preparati in anticipo e lasciati ‘frollare’ (nella solita scatola di latta) prima di consumarli o appenderli: appena sformati sono troppo duri, con il tempo si ammorbidiscono e risultano più saporiti. Un trucco per accelerare il procedimento: mettere nella scatola, insieme ai biscotti, una o più (a seconda delle dimensioni della scatola) fettine di mela.

*Come potete vedere oggi da Diletta, non mi sbagliavo...

AGGIORNAMENTO: sono spiacente di comunicare che queste corone non sopravvivono per più di 5-6 giorni. Purtroppo i biscotti assorbono l'umidità esterna e si sfaldano. Vanno quindi fatte in prossimità delle feste. Naturalmente tenute coricate reggono di più. E' stata la triste scoperta di stamattina che mi sembrava doveroso comunicarvi.

venerdì 21 gennaio 2011

Bucatini con datteri e acciughe

Di nuovo la pasta dell'anno

No, dico: vi ho mai chiesto qualche cosa? Come? Ah, la settimana scorsa?? Vabbè, non fate i pignoli!!! Dicevo: prima della settimana scorsa vi avevo mai chiesto qualche cosa? Ebbene, ora lo faccio e lo rifaccio: dovete assolutamente provare questa pasta che si è catapultata nel giro di una forchettata al vertice della mia classifica. Promettetemelo, giuratemelo, datemi la vostra parola di lupetti.
L'idea dell'accoppiata naturalmente non viene dal mio mononeurone, ma dal mio chef prediletto Carlo Cracco. Prima di Natale è uscito infatti un libretto a quattro mani sul panettone dove tra le tante ricette Cracco propone un dattero ripieno di acciughe fritto in una tempura fatta con la polvere del panettone gastronomico.
Lungi da me tentare l'approccio con l'allettante finger food, mi è venuta l'idea di riproporre l'abbinata dolce-salato del dattero con l'acciuga in un formato più alla portata quotidiana.
Beh, ero commossa! Una pasta davvero eccellente! Tanto non avete scuse: sono sicura che qualche dattero vi sarà avanzato dalle feste di Natale! Date un senso alla sua vita!


Bucatini con datteri e acciughe


per una persona:
100g pasta lunga (per me, bucatini Garofalo)
6-7 acciughe sott'olio
un cucchiaio di concentrato di pomodoro
un cucchiaio di vino bianco
2-3 datteri secchi
un cucchiaio di pan grattato
olio

Sciogliete le acciughe in un pentolino a fuoco basso, sfumatele con il vino bianco e aggiungete il cucchiaio di concentrato di pomodoro. Amalgamate bene il tutto e tenete da parte.
Cuocete la pasta al dente in acqua bollente NON salata.
Tostate il pane con un filo d'olio fino a renderlo croccante.
Tagliate i datteri il più sottile possibile.
Assemblate il piatto condendo la pasta con il vostro sugo di acciughe e terminando con i datteri e le briciole di pane tostato.

giovedì 6 gennaio 2011

La torta di pane(ttone)

tortapanettone


Se anche voi, dopo aver superato a stento una crisi isterica da fallimento di panettone (peraltro dopo anni di onoratissima carriera) ora vi ostinate a consumare il mappazzone prodotto ("Amore, magari se lo tostiamo un po' non è così male" o cose del genere)...
...o, molto più banalmente se vi ritrovate con quintali di panettone magari un po' secchino da smaltire...
...e se anche voi, come me, siete amanti della torta di pane, questa è la ricetta che vi ci vuole e che placherà tutte le vostre frustrazioni!


La torta di pane(ttone)


750g panettone
750g latte (o anche meno: dipende dal livello di secchezza del vostro panettone)
1 uovo
2 cucchiaini di lievito
burro
canditi e/o uvetta a piacere

Tagliare il panettone a cubotti e metterlo a rinvenire in una ciotola con il latte. Passata una mezzora, scolarlo del latte in eccesso (senza strizzarlo), mescolarlo con il lievito, l'uovo e una manciata di uvetta o canditi (se volete un risultato più ricco).
Imburrare lo stampo e versarvi il composto. Terminare con qualche fiocchetto di burro in superficie. Infornare a 180 gradi per 30 minuti o fino a doratura superficiale.
Consumare rigorosamente fredda.
E' buonissima!

domenica 28 novembre 2010

Buon inizio di Avvento!

Corona avvento

Io vado ad accendere la prima candela (anche perchè quest'anno l'"attesa" la vivo ancora più del solito)...

P.S.: per chi non lo sapesse, soprattutto in Alto Adige c'è l'usanza di fare una corona dell'Avvento (quest'anno l'ho fatta con le pigne che abbiamo raccolto nel bosco un mesetto fa) composta da quattro candele, ognuna rappresentante una domenica di Avvento.
Con la prima domenica si accende la prima candela, con la seconda se ne accende anche un'altra e così via, ottenendo alla fine quattro candele con altezze diverse dovute al diverso consumo (quella della prima domenica sarà quasi esaurita mentre quella della quarta sarà ancora piuttosto nuova).

mercoledì 16 dicembre 2009

Terrina ai due salmoni con caprino e caffè

Terrina ai due salmoni con caprino e caffè

Lo so che siete scettici...ve lo vedo scritto in faccia...eppure dovete provare!
Questa terrina, dai sapori adatti a un bel pranzo di festa, vi stupirà con effetti speciali! La grassezza del salmone infatti, si sposa a meraviglia con l'acidità del formaggio di capra e l'amaro del caffè.
Sembra un piatto un po' 80s* ma al palato regala davvero!


Terrina ai due salmoni con caprino e caffè

Per 12 persone:
400g salmone fresco a tranci
200g di salmone affumicato + 50g per la guarnizione
250g panna fresca
130g caprino lungo e stretto
8g gelatina in fogli
Olio, caffè in polvere, pepe e coriandolo

Mettere i fogli di gelatina a bagno. Portare la panna a ebollizione, poi toglierla dal fuoco e tenerne da parte mezzo bicchiere.
Cuocere i tranci di salmone per qualche minuto con un filo d’olio. Una volta cotto, togliergli le lische, spellarlo e frullarlo insieme al salmone affumicato, alla panna, ad un pizzico di coriandolo e ad una macinata di pepe.
Suddividere il composto a metà.
Portare ad ebollizione metà della panna tenuta da parte, sciogliervi dentro 4g di gelatina strizzata e unire il composto ad una metà del pesce frullato.
Disporre il tutto all’interno di uno stampo rivestito di pellicola e far riposare in frigo per almeno mezz’ora.
Rotolare i caprini nella polvere di caffè e disporli al centro del composto di pesce ormai addensato.
Far bollire la panna rimanente, sciogliervi i 4g di colla di pesce rimasti, unire il composto al pesce frullato e ricoprire i caprini. Riporre la terrina in frigo per un’ora almeno , ribaltare su un piatto e servire.

*no, non è che "sembra" un piatto un po' 80s, lo è proprio...

giovedì 10 dicembre 2009

Datteri ripieni

Datteri ripieni

Questo è stato il bocconcino di apertura della nostra cena di capodanno dell'anno scorso. Mi piaceva l'idea di mantenere i frutti benaugurali del cenone pur presentandoli in una nuova veste.
Non avevo grosse aspettative (anche perchè non amo particolarmente i datteri: li trovo sempre troppo stucchevoli e, mangiato uno, mi ritrovo regolarmente tutta la scatola sul groppone) e invece sono stati una rivelazione! Provare per credere anche perchè ci vogliono non più di tre secondi per la preparazione.


Datteri ripieni

Per 4 persone:
12 datteri
6 gherigli di noce
50g gorgonzola

Tagliare i datteri in due in senso longitudinale.
Spalmare un velo di gorgonzola su entrambe le parti e riaccoppiare il frutto con all’interno un mezzo gheriglio di noce.

Aggiornamento: per restare in tema di bocconcini con la frutta secca (così facciamo un vassoio completo), guardate cosa vi propone Dada oggi.

venerdì 4 dicembre 2009

My first faraon ripien!

Faraona ripiena

E questa sappiate che l'avete chiamata voi a forza di dire che l'insalatina qui sotto era adatta ad un bel tacchino ripieno!
Così dopo lunghi studi, mi sono procurata il volatile disossato e ho meditato su ripieno e cottura.
Prima però ho riscontrato qualche ostacolo nel togliere delle piumette sporadicamente rimaste: visto che il cannello ha deciso di scioperare nonostante il rischio di intossicazione nel tentativo invano di ricaricarlo e dato che sono priva di gas in casa (ho il vetroceramica), ho deciso che l'unica arma rimasta per togliere i peli dalla faraona fosse una ed una soltanto: la pinzetta per le sopracciglia.
Depilato il pennuto, è stato poi un gioco da ragazzi (più o meno...)!


Faraona ripiena alle albicocche


Per 6 persone:
Una faraona disossata da 1kg
250g di salsiccia
60g albicocche secche
40g uvetta
scorza di limone grattugiata
25g parmigiano grattugiato
250g pancetta tagliata a fette
Mezzo bicchiere di brodo di carne e mezzo bicchiere di marsala
Burro, sale, due rametti di timo fresco

Far rinvenire le albicocche e l’uvetta per almeno mezz’ora in acqua tiepida.
Spellare la salsiccia e unirla al parmigiano, alla scorza di limone e ad un pizzico di sale.
Strizzare le albicocche e l’uvetta e dopo averle grossolanamente tagliate, aggiungetele al composto.
Riempite la faraona con il ripieno e chiudetela per bene con dello spago da cucina. Avvolgetela nella pancetta e fissatela con dell’altro spago.
Imburrate una pirofila, versatevi un goccio di brodo e adagiatevi la faraona. Infornate a 200 gradi per 10 minuti. Poi aggiungetevi il marsala e i rametti di timo e, abbassando la temperatura a 150 gradi, cuocete per altri 10 minuti. Aggiungete ora il brodo restante e cuocete per altri 40 minuti, bagnando la faraona col proprio sugo ogni dieci minuti. Mantenetela al caldo coperta da un foglio di alluminio prima di servirla.

giovedì 3 dicembre 2009

Insalata con castagne e ribes

Insalata con castagne e ribes

Io vi informo: in questi giorni batto un po' la fiacca e le mie proposte sono quanto di più rapido e veloce si possa trovare. Però, nella loro semplicità, sono tutte particolarmente azzeccate. Prendiamo questa insalata ad esempio -ideale per essere servita dopo un pasto importante- coniuga insieme le note dolci e vellutate della castagna con la fresca acidità del ribes...davvero deliziosa!


Insalata con castagne e ribes

per 1 persona
misticanza
una decina di castagne bollite
un rametto di ribes
sale
olio extravergine d'oliva

Lavare il rametto di ribes e sgranarlo. Unire i chicchi all'insalata e alle castagne lesse e condire con sale e olio.

martedì 1 dicembre 2009

Cestini di bollito con mostarda

Cestini di bollito con mostarda

...ovvero prime prove tecniche di Natale!
Già dallo scorso anno ho iniziato a giocare con i piatti della tradizione cercando di "alleggerirli" e/o di mantenerli in dimensioni ridotte e simboliche. Questa volta è stato il caso del bollito. Mi sono fatta un brodino leggero con del cappello del prete e una coscia di gallina e con la carne restante ho pensato di fare una prova per questo bocconcino. Temevo risultasse un po' asciutto (tanto che avevo già meditato di aggiungere un cucchiaio di purè alla base) invece è risultato perfetto così! Inutile dire che la mostarda (di zucca) è una ricetta del papà!


Cestini di bollito con mostarda

pasta brisèe
bollito
mostarda
un mestolo di brodo

Accendere il forno a 180 gradi. Ritagliare dei cerchi di pasta brisèe e disporli all'interno di 12 stampini per muffin rivestiti di carta forno. CUocerli in forno per 10 minuti circa.
Farli raffreddare ed estrarli.
Tagliare la carne al coltello e ripassarla in un padellino con un mestolo di brodo caldo per un paio di minuti (giusto il tempo che si scaldi). Distribuire la carne all'interno delle tartellette e completare con un cucchiaio di mostarda. Servire subito.

mercoledì 25 novembre 2009

Ravioli di cavolo nero e castagne su crema di zucca

Ravioli di cavolo nero e castagne su crema di zucca

Caro Corrado, questi ravioli sono per te! E ti assicuro che sono stati parecchio sudati...sì, perchè con loro abbiamo subito iniziato col piede sbagliato: mi armo di ciotola e farina nuova (quella che uso esclusivamente per le paste fresche e che compro in una cascina fuori Milano -la cascina Femegro), aggiungo le uova e inizio a lavorare il tutto con la forchetta...e niente! Forse ho sbagliato a pesare la farina o forse le uova erano troppo piccole...insomma, il composto non stava insieme...mistero...allora inizio stizzita ad aggiungere un filo d'olio e poi acqua, ma niente, la consistenza rimane sempre "strana" e sbriciolosa. E allora controllo la farina per verificare che non avesse problemi...e...non avevo mica preso la farina di riso?????
E qui mi censuro, vi risparmio le brutte parole e tutto il rewind...
Ecco i miei treSUcinque!


Ravioli di cavolo nero e castagne su crema di zucca

per 6 persone (o 4 mangione):
4uova
400g farina 00 (!)

140g cavolo nero lessato (in acqua salata) e ben strizzato
300g castagne bollite (in acqua salata con una foglia di alloro)
100g parmigiano grattugiato
2 uova
80g burro

400g zucca cotta al forno

burro e parmigiano per finire

Preparare la pasta lavorando insieme le uova e la farina. Farla riposare per mezz'ora e stenderla sottile (facendo attenzione a non farla seccare).
Tagliare il cavolo nero e ripassarlo in una padella con gli 80g di burro e le castagne. Frullare il tutto assieme al parmigiano e, una volta intiepidito, aggiungere le uova.
Distribuire il ripieno a mucchietti sulla pasta e formare i ravioli.
Setacciare la zucca e creare una crema con l'eventuale aggiunta di 2-3 cucchiai d'acqua.
Lessare i ravioli, passarli velocemente in una noce di burro fuso e adagiarli sulla crema di zucca precedentemente distribuita sul fondo del piatto.
Terminare con una spolverata di parmigiano.

giovedì 15 gennaio 2009

Un omaggio ai Calicanti...


...ovvero a Maite, Marie e al fotografo, geniali artefici del mio blog preferito.
In loro c'è passione (quella innanzitutto), cura, eleganza, equilibrio, innovazione (non fine a se stessa, ma sempre studiata, vissuta, testata, somatizzata), poesia, sapore, gusto...insomma, io li adoro!
Questo semplice bocconcino dall'aspetto natalizio mi è stato ispirato da loro e dedicarglielo direi che sia proprio il minimo.
Ho recuperato il classico abbinamento broccolo-uvetta-pinoli, tipico della cucina siciliana, rinfrescato da una buona crema di robiola e ingolosito dall'involucro di pasta sfoglia.


Cestini di broccolo romanesco con uvetta e pinoli

una confezione di pasta sfoglia
broccolo romanesco
uvetta (1 chicco a porzione)
pinoli (3 a porzione)
robiola
latte

Mettere l'uvetta in ammollo in acqua tiepida.
Tagliare la pasta sfoglia con un coppapasta a forma di fiore e adagiarlo all'interno di uno stampo per muffin ricoperto di carta forno. Bucherellarne la superficie e procedere allo stesso modo con i seguenti. Infornare per 7-8 minuti a 180 gradi.
Nel frattempo, sbollentare il broccolo in acqua bollente salata per qualche minuto (io ci aggiungo sempre una foglia di alloro perchè, secondo me, riduce un po' gli odori).
Lavorare la robiola con qualche cucchiaio di latte finchè diventa una crema piuttosto morbida.
Una volta cotti i gusci, lasciarli intiepidire e riempirli con la crema di robiola, 3 pinoli tagliuzzati per cestino, un acino di uvetta tagliuzzato e una punta di broccolo.
Servire.

venerdì 2 gennaio 2009

Cestini con cotechino e lenticchie

Bocconcini con cotechino e lenticchie

Benvenuto 2009, dunque!
Il 2008 si è chiuso più che degnamente con una bella cenetta a casa a lume di candela (data la mia situazione stampellotica, l'idea di andare in montagna è stata subito bocciata). Come sempre, mi sono divertita ad imbastire la cena e i bocconcini che vi propongo oggi, sono stati il nostro antipastino.
Non volevo farci mancare i principali simboli della tradizione, ma altresì non mi andava di proporre una cena "pesante", così ho cercato di ridurre/rivisitare alcuni degli alimenti tipici del cenone...ed è così che cotechino&lenticchie, da pesante secondo, sono diventati un simpatico finger food.
Spero che questa ricettina vi possa far comodo per tirar su un po' di avanzi!


Cestini con cotechino e lenticchie

una confezione di pasta sfoglia o brisèe
un piccolo cotechino
lenticchie di Castelluccio

Cuocere il cotechino come da istruzioni, farlo raffreddare, tagliarlo a fette e copparlo con un coppapasta tondo molto piccolo.
Cuocere le lenticchie alla maniera che preferite e farle intiepidire.
Coppare la pasta sfoglia/brisèe con un coppapasta tondo, inserire il ritaglio dentro uno stampino per muffin e bucherellarne il fondo con una forchetta.
Procedere fino ad esaurimento della pasta sfoglia/brisèe.
Riporre gli stampini in frigo per qualche minuto intanto che il forno giunge a temperatura.
Cuocere per 8 munuti a 180 gradi.
Far intiepidire i gusci, riempirli di lenticchie e terminare col cotechino (questa operazione va fatta in ultimo per evitare l'inumidirsi della pasta!).

martedì 23 dicembre 2008

Buon Natale a tutti!


Il panettone c'è, i biscotti pure (in foto, le margherite di Stresa tagliate a stella di ghiaccio), i regali e la voglia di stare insieme non mancano, quindi non mi resta che fare a tutti voi i miei migliori auguri per un sereno Natale con i vostri cari!
A prestissimo e grazie per l'affetto che costantemente mi dimostrate!

lunedì 22 dicembre 2008

Il panettone e tanta soddisfazione


L'anno scorso dopo il flop del panettone delle Simili e dopo aver provato con grande successo la ricetta di Adriano avevo scritto un post sul forum in cui scrivo dal titolo "il panettone e tanta soddisfazione". Bè, quest'anno, se possibile, sono ancora più soddisfatta del precedente.
Ho studiato un pomeriggio la messa a punto di una ricetta col lievito madre che cercasse di rispettare più o meno le proporzioni del panettone di Adriano con LDB, a sua volta già precedentemente modificato in alcune sue componenti.
Insomma, tra calcoli, proporzioni e comparazioni ci ho speso davvero molto tempo. E ci credevo molto in questa ricetta, nonostante fossi consapevole si potesse trattare di ricetta-kamikaze.
E invece sembra non sia stato così.
Devo dire che ieri mattina ero seriamente caduta nello sconforto poichè, dopo una notte di lievitazione, l'impasto si era alzato ben poco. Ero indecisa se:
-buttare tutto;
-dargli una spintarella con un po' di LDB;
-andare a testa alta verso la disfatta...
Ovviamente ho scelto la terza. Se avessi optato per la seconda e poi mi fosse uscito qualcosa di buono, mi sarebbe sempre rimasto il dubbio su chi ne avesse avuto il merito (la mia ricetta o quella puntina di LDB aggiunta?).
E così ho proceduto come da programma (nel frattempo resami conto che mi ero scordata di scaldare l'ambiente nel quale avevo lasciato l'impasto a riposare durante la notte e dando quindi inconsciamente la colpa della scarsa lievitazione a quello).
Bè, dopo molta, moooolta pazienza, ho appena sfornato dei panettoni che sono quadruplicati e di una morbidezza mai vista!


Il panettone, my way


Premessa: ho rinfrescato quotidianamente il mio LM per i due (fatene tre se il vostro è particolarmente stressato) giorni precedenti l'impasto (l'ultimo la mattina stessa) con un rinfresco al raddoppio, lasciandolo sempre fuori a temperatura ambiente.

Anche burro e uova sono stati sempre tirati fuori per tempo, affinchè non fossero troppo freddi.

Aggiungo inoltre che ho introdotto sempre un ingrediente per volta a piccole dosi (un cucchiaio di farina per volta, un uovo per volta, ecc. ecc.), in modo da consentire il completo assorbimento graduale di tutti gli ingredienti. Finchè il precedente non era assorbito, non aggiungevo il seguente.

Ingredienti totali per 3 panettoni da 1 chilo (o 6 da mezzo chilo): 900g farina forte (Rieper gialla) setacciata, 350g LM, 500g burro, 15g sale, 360g zucchero, 5 tuorli, 6 uova, 1 cucchiaio di miele, 1 cucchiaino di malto, 130-140g di acqua naturale(in base alla farina che usate), 100g canditi di arancia, 100g canditi di cedro, 400g di uvetta, vaniglia q.b., scorze di arancia e limone grattugiate q.b.
Inutile dire che ho usato tutti ingredienti di prima qualità.

Primo impasto (ore 21.00): 600g farina setacciata, 350g LM, 140g acqua (ho usato quella naturale della bottiglia), 270g burro, 260g zucchero, 2 tuorli, 4 uova.

Sciogliere il LM nell'acqua, aggiungere lo zucchero e metà della farina circa. Impastare bene. Unire al composto a mano a mano le uova e i tuorli, aggiungendone uno alla volta e solo a completo assorbimento del precedente.
Aggiungere la restante farina e continuare ad impastare. Unire anche il burro a piccoli pezzetti.
Lavorare a lungo il composto, deve diventare bello lucido ed elastico, farlo incordare e poi coprirlo e metterlo a riposo (sono le ore 22.00) tutta la notte all'interno del forno dove avrete precedentemente inserito una teglia di acqua bollente e a cui avrete dato un leggero tepore.
Mettere l'uvetta a bagno in acqua e rum/marsala per tutta la notte.

Secondo impasto (ore 09.00): 300g farina setacciata, 230g burro, 100g zucchero, 15g sale, 3 tuorli, 2 uova, 1 cucchiaio di miele, 1 cucchiaino di malto, 100g canditi d'arancia, 100g canditi di cedro, 400g di uvetta, vaniglia q.b., scorze di limone e arancia q.b.

Riprendere in mano l'impasto e lavorarlo con metà della farina, farla assorbire bene, poi aggiungere lo zucchero e le uova, una alla volta (come nell'impasto precedente). Aggiungere il sale, il miele, il malto, la restante farina e il burro. Impastare a lungo.
Unire infine i canditi e l'uvetta strizzata, la vaniglia e un po' di scorze grattugiate.

Lasciate riposare l'impasto al caldo per un'ora (sono le 09.40).

Riprendete (alle 10.40) l'impasto e, con le mani ben imburrate, suddividetelo nelle varie forme. Riporlo nel forno (sono le 11.00) intiepidito con la bacinella d'acqua bollente (che cambierete ogni due ore circa) fino alle 22.00 o fino a quando l'impasto non avrà raggiunto il bordo dello stampo (può metterci anche molto meno), ora in cui infornerete i panettoni a 200 gradi per 7 minuti e poi per altri 18-20 minuti a 160 gradi (queste temperature valgono per pezzature da mezzo chilo. Per forme da 1 chilo, raddoppiate all'incirca i tempi), sempre conservando una teglietta d'acqua bollente all'interno del forno.
Coprite la superficie dopo pochi minuti onde evitare che colorisca troppo (come nel mio caso).
Fateli raffreddare capovolti (sospesi infilzandoli grazie a due spiedini o ferri per la maglia) e chiudeteli dentro dei sacchetti prima del totale raffreddamento, per consentirne una migliore conservazione.
Ovviamente, anche quest'anno, non ho avuto il coraggio di fare il taglio...

QUI
provato da Alex.
QUI su Panperfocaccia.

venerdì 19 dicembre 2008

Horror vacui, ovvero Il croccante di mandorle della nonna

croccante nonna

Oggi ho avuto seriamente paura (in confronto il panettone in forno che non lievita è una passeggiata!), però sono fiera di me perchè per la prima volta ho affrontato un argomento fino ad ora assolutamente tabù. E questo non tanto per la rinomata difficoltà del caramello, quanto perchè la nonna diceva sempre che "se non hai un piano di marmo, il croccante non lo puoi fare". E così non l'avevo mai fatto.
Poi ieri, sfogliando il bel libricino allegato al numero di questo mese di Sale e pepe (che, se non avete ancora acquistato, vi consiglio!) ho scoperto che il caramello si può anche fare su un tappetino in silicone ("noooooo! che scopertona!"- ho pensato dentro di me). E sì che io ne ho uno turbofigo della Silikomart che mi guarda quotidianamente nella speranza di essere usato.
E così...


Il croccante di mandorle della nonna

200g mandorle spellate
200g zucchero
il succo di mezzo limone
olio evo

Tagliate le mandorle grossolanamente. Mettete lo zucchero sul fuoco con il succo di limone e fatelo sciogliere, finché avrà assunto un bel color biondo, il colore delle caramelle d'orzo. A questo punto buttatevi dentro le mandorle fatte precedentemente intiepidire nel forno e rimestate perché si uniscano allo zucchero in modo omogeneo: versatele poi sul piano di lavoro, che avrete unto in precedenza con olio extravergine d'oliva. Con un mezzo limone spianate il croccante cercando di dargli spessore omogeneo. Fate raffreddare.

martedì 9 dicembre 2008

Piccole Applepies di Natale


Una ricetta semplice semplice e buona buona...
Unico inconveniente: la frolla si inumidisce da morire, nonostante ne abbia spennellato l'interno con un po' di albume (e provare con albume & zucchero???).
Per le forme ho tagliato la frolla con dei coppapasta tondi, li ho inseriti in stampi per muffins, li ho riempiti con le mele e infine coperti con il ritaglio a forma di stella.


Piccole Applepies di Natale

per 8 tortine

per la frolla

200farina 00
1 pizzico di sale
75g zucchero
75g burro
2 tuorli
2-3 cucchiai d'acqua fredda

4 mele sbucciate e tagliate a pezzetti.
Marsala o vino bianco
un cucchiaio di zucchero

Fare la frolla e metterla a riposare in figo per almeno mezz'ora.
Nel frattempo, cuocere le mele in un pentolino con un goccio di Marsala e un cucchiaio di zucchero. Farle raffreddare completamente!!!
Tirar fuori la frolla, tirarla e tagliarne 8 cerchi con in coppapasta. Inserirli in una teglia per muffins imburrata e spennellarne l'interno con dell'albume.
Riempire con le mele e coprire con le 8 stelle ricavate dalla restante frolla.
Cuocere a 180 gradi fino a doratura.