mercoledì 13 luglio 2011

Crumble di albicocche (quello vero)

crumble di albicocche

Lo confesso: mi è così tanto piaciuto il trittico albicocche-farro-mandorle provato nella torta crumble di Knam che non potevo non replicare il mitico crumble nella versione più ortodossa.
Si aggiunga a tutto ciò un'irrefrenabile voglia di sfoggiare le mie nuove cocottine ed ecco che si arriva a questa semplicissima conclusione:


Crumble di albicocche

Per 6 persone:
260g albicocche (al netto)
50g zucchero
85g farina di farro
60g burro
60g mandorle tritate
Un pizzico di sale
Mezza stecca di vaniglia

Lavare le albicocche e tagliarle a pezzetti.
Lavorare velocemente insieme la farina con il burro, lo zucchero, le mandorle, il pizzico di sale e i semi raschiati della vaniglia fino ad ottenere un composto sabbioso.
Suddividere le albicocche in 6 cocottine di porcellana leggermente imburrate e distribuirvi sopra il crumble. Disporre il tutto in frigo intanto che il forno raggiunge la temperatura di 180 gradi.
Cuocere per 15-20 minuti.

P.S.: approfitto di questo mio spazio per pubblicare un appello disperato: vi prego, oh voi milanesi che mi leggete, vi supplico, mi sapete indicare un posto dove trovare delle albicocche degne di questo nome?

martedì 5 luglio 2011

Il crumble di albicocche di Ernst Knam

crumble albicocche

Ieri mattina la mia piccola dormigliona è riuscita a superare se stessa rimanendo a letto fino alle 10.30! Questo mi ha consentito di godere di una sana doccia con tanto di lavaggio capelli e posa della crema ristrutturante di ben cinque minuti, rapida pulizia di sopracciglia, giro di aspirapolvere, azionamento di una lavatrice, ma soprattutto mi ha permesso di togliere la coltre di polvere dal kenwood e di provare questa torta (si', perchè a dispetto del nome si tratta non di un semplice crumble ma di una vera e propria torta dotata di crumble) da tempo desiderata.
La ricetta viene da Viva le torte! di Ernst Knam, edito da Bibliotheca culinaria ed è a dir poco spaziale! Ve la consiglio caldamente!
Tra parentesi, come al solito, le mie modifiche:


Crumble di albicocche

(ricetta di Ernst Knam)

Per il crumble:
50g burro
50g farina 0 (per me, di farro)
50g zucchero
50g farina di mandorle
(un pizzico di sale alla vaniglia)

Per la torta:
240g farina 00 (per me 2/3 farina di farro e 1/3 farina 00)
120g albicocche al netto degli scarti (per me, 150g)
120g burro
120g ricotta di bufala (per me, ricotta vaccina)
90g zucchero a velo
2 uova
la scorza grattugiata di un limone
1 bacello di vaniglia
9g lievito chimico in polvere
un pizzico di sale (alla vaniglia)

Per il crumble, impastare velocemente insieme tutti gli ingredienti fino ad ottenere una consistenza sabbiosa. Riporre in frigo.

Per la torta, lavorare con una frusta il burro con lo zucchero e il sale, aggiungere un uovo per volta, la ricotta e la farina setacciata insieme al lievito. Aggiungere la vaniglia e la scorza di limone e terminare con le albicocche lavate e tagliate a pezzetti.
Distribuire il tutto in uno stampo imburrato e infarinato (lui consiglia uno stampo rettangolare 20x30, io ne ho utilizzato uno tondo da 22) e cospargere con il crumble.
Cuocere a 170 gradi per 50 minuti (io ho cotto a 175 gradi per una quarantina). Prova stecchino.

P.S.: il largo utilizzo della farina di farro non è dovuto ad alcuna velleita' creativa ma semplicemente al fatto che non avevo piu' farina bianca! Si è dimostrata pero' una variante piuttosto azzeccata.

venerdì 1 luglio 2011

Making Frutta in guazzo...

frutta

Volendo essere sintetici e un po' superficiali potremmo dire che la frutta in guazzo altro non è che frutta + alcol + zucchero, ovvero una sorta di frutta sotto spirito. Se invece vogliamo raccontare il vero dobbiamo dire che si tratta di un autentico rito.
La ricetta risale alla mano dell'Artusi ma io ho avuto il piacere di conoscerla grazie a Paola che l'ha proposta al concorso che avevo indetto qualche anno fa (e che non a caso si era aggiudicata il podio).
La preparazione è lunga quasi come una gravidanza: si comincia infatti in primavera per poi riuscire a gustare il prodotto finito solo a Natale.
Il procedimento consiste nell'invasare la frutta di stagione a partire da quella primaverile a quella invernale, aspettando di volta in volta l'affacciarsi delle stagioni e lasciando compiere al tempo il suo miracolo.
Vi sembrerà una cosa banale, ma dentro quel barattolo c'è tutta la sapienza dello scorrere dei mesi che fa sì che la frutta si trasformi in qualcosa di davvero speciale.
Tra l'altro, a prodotto finito, la nota alcolica (che poi è quello che di solito non mi fa amare la frutta sotto spirito) risulta molto molto limitata e assai piacevole.
Eccovi la ricetta di Paola, provatela anche perchè la preparazione è molto semplice e porta via davvero poco tempo:

Frutta in guazzo


Iniziare in primavera mettendo in un grosso vaso di vetro a chiusura ermetica 3 etti di frutta di stagione (fragole, ciliegie private del nocciolo, albicocche...), 3 etti di zucchero e 3 etti di alcol e ci aggiungo qualche cucchiaiata di nocino buono.
Continuare ad aggiungere 3 etti di frutta e 1 etto e mezzo di zucchero fino a fine autunno, continuando man mano ad utilizzare frutta di stagione, duroni, pesche, lamponi, more, prugne, mandaranci, ma anche ananas e banane.
E' pronta a Natale.

P.S.: io ho iniziato con una dose doppia inserendo fragole (200g), duroni (200g) e pesche gialle (200g). Le albicocche (contrariamente a quanto si possa dedurre dalla prima foto) non sono riuscita ad inserirle perchè erano proprio insulse. Ma possibile che non riesca mai a trovare delle albicocche buone?!??

fruttaguazzo

giovedì 23 giugno 2011

Pesto di capperi

pestocapperi

Ovvero la dimostrazione del fatto che anche quando siete certe di aver raschiato il fondo DEL FRIGO, non lo avete fatto ancora abbastanza! No, perchè guidate dallo spirito fudbloggesco che è in voi, laggiù, vicino alla luce, vedrete stagliarsi il vasetto di capperi lì giacente dall'inizio dei tempi che vi darà l'illuminazione per uno dei pesti più buoni mai fatti!
Sì, sono sempre la fudblogger fighetta di una volta, lasciatemelo riconoscere.
Baci volanti a tutti voi e grazie per esserci sempre!


Pesto di capperi


Per 4 persone:
60g capperi
60g mandorle con la buccia
60g parmigiano
110-120g olio

Sciacquare i capperi dal sale o dal liquido di conservazione, strizzarli e metterli nel bicchiere di un frullatore (o nel mortaio se non avete una figlia di un mese da accudire). Aggiungere pari peso di mandorle di buona qualità e di parmigiano a pezzetti. Iniziare a frullare aggiungendo l’olio a poco a poco.
Tenere a piacere una grana più grossa o più fine e utilizzarlo per condire una signora pasta.

venerdì 10 giugno 2011

Priorità.

fiori

Dopo aver impiegato un mese per scrivere questo post (che quasi quasi non ricordo nemmeno più come si fa), un giorno per riuscire a fare questa foto...ora riusciranno i nostri eroi anche a cucinarli 'sti benedetti fiori di zucca??
Volete una sintesi dei miei ultimi trenta giorni? Bene: ho una bambina bellissima, bravissima e sono felicissima.
Te lo dicono tutti che la maternità è una grande cosa (forse è il luogo comune più usato ed abusato) ma finchè non la si prova non si è in grado di capire.
Il tempo per la cucina naturalmente è sempre meno. Ma questo va di pari passo con la voglia di dedicarmici.
Per ora la mia gioia quotidiana è vedere la mia bimba che cerca di "parlare" con le sue apine (e secondo me si incazza pure perchè queste non le rispondono).
Cosa ci devo fare? E' una questione di priorità.
E qui chiudo che sto diventando troppo sdolcinata.

martedì 10 maggio 2011

Udite, udite!


Ebbene sì! Venerdì 6 maggio alle 10.13 è venuto al mondo il mio biscottino migliore: Chiara! 4.040 kg di bimba tutti da mangiare!

martedì 3 maggio 2011

Canestrelli

canestrelli

Il biscottificio procede a pieno ritmo. D'altronde, ditemi voi: potrei mai trovare migliore antistress?
Per la premessa a questi biscotti potete fare riferimento alle due precedenti: ennesima ricetta nata in piena chiaccherata da cazzeggio feisbukkiano e vittima innocente di incroci bloggari di vario genere (io ricordavo di averli visti dalla mia Mercante di spezie preferita, però lei rimanda a Sarab, la quale si rifà a Serena o, meglio, alla ricetta della sua zietta).
Ve lo devo dire che anche questi sono buonissimi???


I canestrelli della zia di Sere


per una 40ina di biscotti da 5cm di diametro:
340g farina bianca
200g burro
100g zucchero semolato (ma la prossima volta userei quello a velo)
2 tuorli

abbondante zucchero a velo non vaniglinato

Lavorare un po' il burro con una frusta per ammorbidirlo, unire lo zucchero e lavorare ancora ma non troppo, aggiungere i tuorli e la farina. Impastare tutto velocemente, formare una palla, avvolgerla in un panno e farla riposare in frigo almeno mezz'ora. Stendere su un piano (se serve leggermente infarinato) allo spessore di mezzo centimetro, ritagliare i biscotti e cuocere in forno a 150° per 10 minuti, ma dipende dal forno: si devono colorire pochissimo, quindi teneteli sott'occhio! Quando sono quasi freddi, cospargere generosamente di zucchero a velo.

Aggiornamento dalla zia di Serena lasciatomi nei commenti e che riporto fedelmente:
"ATTENZIONE ATTENZIONE!
Stamattina la zia mi ha dato una chicca, o, come dice lei un'astuzia! hahahaha
se volete omettere lo zucchero a velo come finitura, provate una passata di tuorlo d'uovo prima dell'infornata! ha detto che restano speciali! :D
BUONA CANESTRELLATA!"

venerdì 29 aprile 2011

I baci di dama di Sarah

baci di dama

Tutto è nato da una innocente discussione su Facebook* qualche giorno fa. "Ragazze, vorrei fare qualche biscottino per quando nasce la piccola, così chi viene a prendere il teuccio per conoscerla trova anche qualche cosa di buono". E così arrivarono i Lemon meltaways.
Di lì a poco sarebbe nata una sfida all'ultimo biscotto.
Questa è la prima volta che riesco a non sfrittellare i baci di dama e il trucco è riuscito senza tanti preamboli: impasta, dividi il composto e inforna. Tutto qui. Niente riposi strani, nessuna acrobazia. E questo lo devo a Sarah, di cui riporto paro paro la ricetta! Grazie Sarah!


Baci di dama


per una 30ina di baci (pari ad una 60ina di gusci):
300g burro
1 tuorlo
150g zucchero a velo
150g nocciole macinate fini
430g farina 00
10g cacao amaro
un pizzico di sale alla vaniglia
vaniglia a piacere

cioccolato fondente qb per incollare i baci (meno di una tavoletta)

Lavorare il burro e lo zucchero fino ad avere un composto bello spumoso: aggiungere poi il tuorlo, un pizzico di sale e la farina bianca.
Aggiungere il cacao e la farina di nocciole. A questo punto formare delle palline di circa 15g. Non fateli troppo grandi, tenete conto che poi dovrete accoppiarli e piccini sono più graziosi (la prossima volta, non supererei i 10-12g, con relativa riduzione dei tempi di cottura).
Senza alcun riposo in frigo, disporre le palline un po' distanziate sulla placca foderata di carta forno e cuocete a 180° in forno ventilato per circa 15 minuti (a me ne sono bastati circa 9).
Sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria, immergere dal lato piatto un biscottino e unirlo ad un altro, fino ad esaurimento degli ingredienti (io non ho immerso il biscotto ma mi sono aiutata con un cucchiaino onde evitare sbrodolamenti eccessivi).

Note mie:
- Come già riportato nella ricetta, la prossima volta tenderei a farli ancora più piccoli, quasi che si mangino in un sol boccone.
- Inoltre vorrei tentare di aumentare la dose di nocciole a sfavore di quella di farina (200g nocciole - 380 farina) e vedere se i biscotti reggono ugualmente.
- Col passare dei giorni diventano sempre più buoni.

*Piccola nota feisbukkiana: da tempo ho un profilo personale su FB che però ho deciso di aprire solo alle persone più intime. Pertanto qualora avessi ignorato le vostre richieste, sappiate che non l'ho fatto solo perchè sono antipatica ma per una questione di privacy. Per mantenere maggiori rapporti con chi mi segue con affetto pur non avendomi mai conosciuta, da oggi ho aperto la pagina relativa al blog. Non so bene ancora se e a cosa serva nè come gestirla, ma spero sia un modo per stare maggiormente in contatto con voi.