giovedì 6 gennaio 2011

La torta di pane(ttone)

tortapanettone


Se anche voi, dopo aver superato a stento una crisi isterica da fallimento di panettone (peraltro dopo anni di onoratissima carriera) ora vi ostinate a consumare il mappazzone prodotto ("Amore, magari se lo tostiamo un po' non è così male" o cose del genere)...
...o, molto più banalmente se vi ritrovate con quintali di panettone magari un po' secchino da smaltire...
...e se anche voi, come me, siete amanti della torta di pane, questa è la ricetta che vi ci vuole e che placherà tutte le vostre frustrazioni!


La torta di pane(ttone)


750g panettone
750g latte (o anche meno: dipende dal livello di secchezza del vostro panettone)
1 uovo
2 cucchiaini di lievito
burro
canditi e/o uvetta a piacere

Tagliare il panettone a cubotti e metterlo a rinvenire in una ciotola con il latte. Passata una mezzora, scolarlo del latte in eccesso (senza strizzarlo), mescolarlo con il lievito, l'uovo e una manciata di uvetta o canditi (se volete un risultato più ricco).
Imburrare lo stampo e versarvi il composto. Terminare con qualche fiocchetto di burro in superficie. Infornare a 180 gradi per 30 minuti o fino a doratura superficiale.
Consumare rigorosamente fredda.
E' buonissima!

lunedì 3 gennaio 2011

Il broccoletto di Custoza ed altre amenità

involtini broccoletto

Post dedicato ai casinari disordinati (astenersi perditempo).
So di non essere sola a questo mondo. E so che la stessa traumatica esperienza l'avete vissuta anche voi. Forse il giorno in cui siete usciti di casa e vi siete ritrovati in appartamento con la compagna di università petulante o forse, peggio ancora, quando vi siete annidati sotto lo stesso tetto con la persona amata.
Io lo so, anche voi avete vissuto il trauma della lezione di piegamento della sportina del supermercato. Superati l'astio e lo stupore iniziali, quello è diventato per voi il vostro incubo peggiore, il vostro cubo di Rubik.
Ebbene, ieri ho capito il perchè di questo nefasto accadimento: la tecnica di piegamento del sacchetto è la stessa per costruire questi involtini!
Finalmente la mia esistenza ha acquisito un senso.


Involtini di pasta fillo con broccoletto di Custoza e quartirolo


per 15 involtini:
pasta fillo
200g foglie di broccoletto lessate
150g quartirolo fresco
sale, pepe, olio

Tagliare la verdura e passarla in padella con un filo d'olio, sale e pepe in modo che si asciughi bene. Farla raffreddare e mescolarla con il quartirolo tagliato a cubetti.
Ritagliare la pasta fillo in 15 rettangoli di 12x38 cm.
Prendere in mano il primo rettangolo, spennellarlo di olio e disporre una parte di composto su un angolo dello stesso. Ripiegare su se stesso (ottenendo così un rettangolo di 6x38) e rispennellare di olio. Dando forma triangolare al composto infagottato, iniziare a ripiegare il triangolo su se stesso fino a terminare la pasta. Rispennellare di olio e disporre su una teglia ricoperta di carta da forno. Procedere nello stesso modo con i restanti ritagli di pasta. Cuocere a 180 gradi per 12-13 minuti o fino a doratura.
Naturalmente il ripieno di questi fagottini può essere variato a vostro piacimento. In ogni caso, tenderei ad usare un formaggio magro e non filante per evitare di aggiungere altri grassi alla preparazione.

Ma veniamo al ripieno: il broccoletto di Custoza è una varietà di broccolo tipico solo dell'omonimo paese del veronese. Si presenta come una sorta di cavolo nero a foglia liscia o di mega bietolona, insomma un ortaggio a foglia lunga e larga al cui interno si racchiude il broccoletto. Naturalmente il cuore è la parte più pregiata e dolce ma anche le foglie sono gradevolissime e lo scarto si riduce davvero a poco.
Il modo tradizionale in cui viene servito è lessato con gli "ovi duri e salame", ovvero con uova sode e salame ma naturalmente si presta a tantissime altre preparazioni.
Ne parlo volentieri perchè, oltre al fatto che è davvero un prodotto speciale, mi risulta che dal 6 al 9 gennaio si terrà la sagra e per veronesi (e limitrofi) potrebbe essere un'idea per una simpatica gita fuori porta.
QUI il programma della manifestazione.

Broccoletto di Custoza


A Custoza, la domenica, i più abbienti in bicicletta, i diseredati a piedi, andavano a
mangiare 'ovi duri e broccoli' … Il meglio del meglio era il cuore detto 'fiora', gialla
spugnosa, battezzata con una doppia croce di olio, tra un frenetico tintinnio di mezzo litri,
che arrivavano pieni e tornavano vuoti.
(Cesare Marchi)

P.S.: ma ve li ho fatti gli auguri di buon anno?!??

giovedì 23 dicembre 2010

Tanti auguri!

lenticchie

Sono pronta anch'io per staccare la spina (anche se a dire il vero negli ultimi mesi la "spina" di questo blog è stata più staccata che non attaccata).
Sto per affrontare un Natale bellissimo con i miei cari e tutto il mio pancione e il 2011 ci riserverà un sacco di sorprese. Ho grandi aspettative, insomma...
Se nel frattempo dall'alto qualcuno fosse così gentile da farmi tornare anche un minimo di abilità culinaria (ho sfornato più ciofeche in queste ultime settimane che in tutta la mia vita) gliene sarei grato. Se così non fosse, va bene lo stesso. Ho così tanto dalla vita che mi rendo conto non si possa poi chiedere troppo.
Vi auguro tanta serenità e grazie, come sempre, di esserci.
Virginia

lunedì 20 dicembre 2010

Crema di zucca e mandarino con mostarda di mele

crema zucca, mandarino e mostarda di mele

E' noto che le donne incinta abbiano una percezione dei sapori diversa dal normale. Si sa che cambiano i propri gusti da un giorno all'altro e che si fanno travolgere dalle voglie.
Anch'io sto vivendo tutto questo ma, più di ogni altra cosa, mi sto accorgendo di un grande ritorno alla cucina della mia terra d'origine, Mantova. Mai come in questi mesi ho pubblicato ricette mantovane e mai come adesso faccio largo uso dei suoi prodotti.
Probabilmente questo processo fa parte di un istinto naturale alla conservazione, non so, in ogni caso mi piace verificarne la presenza.
In questa zuppa che in verità non ha nulla di tradizionale, convivono dolce, piccante e acido (più una nota di sapidità data dal parmigiano) in un modo che a noi panciute è piaciuto tanto...spero lo gradiate anche voi!


Crema di zucca e mandarino con mostarda di mele


per 4 persone:
700g zucca mantovana (al netto)
500g (circa) di acqua bollente
il succo di 3 mandarini
sale
parmigiano a scaglie
mostarda di mele (rigorosamente del papà)

Tagliare la zucca a pezzi e cuocerla per una ventina di minuti con l'acqua bollente salata.
Frullarla con il minipimer e aggiungere il succo dei mandarini. Aggiustare eventualmente la consistenza restringendo il tutto sul fuoco o aggiungendo altra acqua.
Distribuire nelle ciotole e servire con qualche pezzo di mostarda di mele ben piccante e delle scaglie di parmigiano.

lunedì 13 dicembre 2010

Biscotti per cani

biscotti per cani

Chi mi conosce, conosce anche alla perfezione la mia passione per i cani. Sa di quando a quattordicianni ho finto di aver investito in motorino un cucciolo di cane, strappandomi i pantaloni e tirando ginocchiate contro il muro per fingere la caduta, di come, il povero e abbandonato trovatello in realtà fosse un cagnolino perfettamente profumato e pettinato appena uscito dalla vetrina di un negozio...e dell'annuncio sul giornale locale che ho fatto scrivere ai miei genitori (della serie: se nessuno si fa vivo, il cane lo teniamo noi*, altrimenti lo restituiamo al legittimo proprietario)...
Chi mi conosce sa anche che non c'è stato fidanzatino che, per riconquistarmi, non si sia presentato a casa con un cane o con la promessa di comprarmelo...o di tutte le volte che ho assaggiato i croccantini per cani...
Insomma, chi mi conosce sa che in questi biscotti c'è tutta me stessa.
A dire la verità, li ho anche personalizzati (ogni biscotto ha inciso il nome del ricevente) ma siccome non vorrei mai che qualcuno dei fortunati quadrupedi passasse da queste parti, vi mostro il retro un po' bitorzoluto ma che rimane in forma anonima.


Biscotti per cani con sesamo e arachidi
(da Regali golosi di Sigrid Verbert)

per 25-30 biscotti (a seconda delle dimensioni del vostro stampino):
una tazza di farina
una tazza di farina integrale
una tazza di farina di segale
2 cucchiai di semi di sesamo nero
2 cucchiai di semi di sesamo bianco
un uovo
un cucchiaione di burro di arachidi puro (per me: crema spalmabile di arachidi bio)
Acqua q.b.

Impastare insieme tutti gli ingredienti e aggiungere acqua fino ad ottenere la giusta consistenza. Stendere l'impasto ad 1cm di altezza, ritagliarlo con l'apposito stampino e cuocere i biscotti a 180 gradi per 20 minuti poi a 160 (io 150) per altri 40 minuti in modo che diventino ben croccanti.

* lo so che questa informazione non la volete sapere, ma il cagnolino è tornato al negozio il giorno dopo.

N.B.: ricordo inoltre di non dare mai cioccolato ai cani perchè per loro è tossico e potrebbe portarli alla morte immedita!

domenica 28 novembre 2010

Buon inizio di Avvento!

Corona avvento

Io vado ad accendere la prima candela (anche perchè quest'anno l'"attesa" la vivo ancora più del solito)...

P.S.: per chi non lo sapesse, soprattutto in Alto Adige c'è l'usanza di fare una corona dell'Avvento (quest'anno l'ho fatta con le pigne che abbiamo raccolto nel bosco un mesetto fa) composta da quattro candele, ognuna rappresentante una domenica di Avvento.
Con la prima domenica si accende la prima candela, con la seconda se ne accende anche un'altra e così via, ottenendo alla fine quattro candele con altezze diverse dovute al diverso consumo (quella della prima domenica sarà quasi esaurita mentre quella della quarta sarà ancora piuttosto nuova).

martedì 23 novembre 2010

I Risini

I risini

Non esiste bambino mantovano della mia epoca o di quelle precedenti che non abbia mai fatto colazione con il risino di Caravatti. Questo guscio di frolla ripieno di riso (dal leggero aroma di limone) è stato assolutamente un must fino a qualche anno fa (ora non sono più tanto aggiornata sulle tradizioni mantovane e non so se lo storico bar tenga sempre alta la bandiera o meno).
Questa è un'altra di quelle preparazione gelosamente custodite nella mia memoria gustativa che ho sempre avuto il terrore di affrontare...e stranamente anche questa volta sono rimasta soddisfatta del mio tentativo!
Riuscire a ritrovare i sapori perduti è una delle alchimie più difficili in assoluto (robe che Proust si sta ancora strappando i capelli, insomma!). Per essere precisi la forma degli stampini dovrebbe essere ovale e dai bordi un po' più alti di quelli che ho usato io (che invece li ho dissacrati con dei banali stampi per muffin) ma ora che ho rotto il ghiaccio vedrò di attrezzarmi a dovere per la prossima volta.


I Risini

Per 12 pasticcini:
Ripieno:
100g riso vialone nano
50g zucchero
30g burro
600g latte
2 tuorli
un pizzico di sale
una stecca di vaniglia
la scorza di un limone bio
2 cucchiai di rum

Pasta frolla:
200g farina
2 tuorli
90g zucchero
100g burro
un pizzico di sale (alla vaniglia)
la scorza di un limone bio grattugiata

Impastare insieme gli ingredienti per la frolla, avvolgere l’impasto con un foglio di pellicola e mettere in frigo.
Portare a ebollizione il latte con la scorza di limone e i semi della vaniglia, quando bolle aggiungere un pizzico di sale, lo zucchero e il riso e cuocere per 20 minuti. Togliere dal fuoco e aggiungere il burro e far raffreddare. Una volta freddo, togliere la scorza del limone e aggiungere i due tuorli d’uovo, il rum e amalgamare bene.
Stendere la pasta frolla e ricavare 12 gusci (potete usare lo stampo per muffin) da disporre all'interno di stmapini imburrati, riempirli del ripieno al riso e passarli in freezer una ventina di minuti (giusto il tempo che il forno vada in temperatura).
Cuocere a 175 gradi per 18-20 minuti su un ripiano medio-basso (così la frolla si cuoce e il ripieno non rischia di prendere troppo colore).

P.S.: non siate parchi con il limone anzi, per un sapore più deciso, non eliminate la scorza fatta bollire col latte ma tagliuzzatela e rimettetela nel composto!

venerdì 19 novembre 2010

Sablés au chocolat, aux flocons d'avoine et aux raisins

sablèsavena

No, non vi illudete: non sto facendo tutti i biscotti di Pierre Hermè per il puro piacere di farli, per amore della scienza o per semplici esperimenti natalizi. Li sto facendo solo ed esclusivamente per godere della soddisfazione di scrivere il titolo in francese.
Come potete immaginare, questi sono di tutt'altra fattura rispetto ai precedenti (molto più eleganti e sofisticati) più adatti alla colazione o ad una merenda un po' rustica, ma anche questi decisamente deliziosi!


Sablés au chocolat, aux flocons d'avoine et aux raisins
(dal Larousse du chocolat di Pierre Hermè)

per una quarantina di sablès:
110g farina 00
5g lievito chimico
300g di cioccolato al 66% di cacao (io ho usato un 70%)
150g burro morbido
80g zucchero di canna (cassonade)
8g latte in polvere
20g miele di acacia
1 uovo
2g fior di sale
140g fiocchi di avena
120g uvetta di Corinto

Setacciare la farina con il lievito e grattugiare il cioccolato.
Montare il burro con una frusta finchè non diventa liscio e cremoso. Incorporare a questi poi lo zucchero, il latte in polvere, il miele, l'uovo, il sale, il mix farina-lievito e il cioccolato grattugiato e mescolare per un minuto. In corporare ora i fiocchi di avena e l'uvetta e amalgamare bene senza però lavorare troppo l'impasto.
Formare due salsicciotti di 5-6cm di diametro, avvolgerli nella pellicola e disporli in frigo per 2 ore. Trascorso questo tempo, riprendere in mano l'impasto e tagliarlo a rondelle dello spessore di 1cm. Disporre i biscotti su una placca da forno ben distanziati e cuocere a 170 gradi per 12 minuti.

martedì 16 novembre 2010

Sablés viennois au cacao

Sablés viennois au cacao

Era da una vita che non facevo biscotti così, complici un po' di albumi da smaltire, oggi mi sono messa a fare qualche infornata. Oltre agli ennesimi amaretti deludenti (qualcuno è così gentile da passarmi una ricetta che funzioni?!??) ho infornato questi frollini che, nella loro estrema semplicità, mi hanno dato tantissima soddisfazione e sono stati promossi a pieni voti per finire nei pacchi regalo di Natale.
La ricetta si trova sia sul Larousse des dessert che su quello du chocolat.


Sablés viennois au cacao

(ricetta di Pierre Hermè)

Per una sessantina di biscotti:
260g di farina 00
30g cacao amaro
250g burro morbido
100g zucchero a velo
1 pizzico di sale
2 albumi (80g circa)

Accendere il forno a 180 gradi.
Setacciare la farina con il cacao e lavorare il burro con un frusta fino ad ottenere un composto morbido e cremoso. Aggiungere lo zucchero e il sale e continuate a lavorare fino ad ottenere un composto omogeneo.
Sbattere leggermente gli albumi e aggiungerli al burro montato. Aggiungere anche la farina setacciata con il cacao e mescolare quel tanto che basta per ottenere un impasto omogeneo (ai fini di un risultato friabile, lavorare il composto il meno possibile).
Versare 1/3 del composto in una sac a poche con il beccuccio a stella e comporre delle 'W' di dimensioni 5x3 su una placca rivestita di carta da forno. Cuocere per 10-12 minuti.
Procedere allo stesso modo con l'impasto rimanente (il libro giustamente consiglia di procedere con poco impasto per volta per consentire di gestirlo con maggiore facilità).