mercoledì 5 agosto 2009

Bocconcini con melone, feta e basilico

Bocconcini con melone, feta e basilico

Più passa il tempo e più le ricette si riducono all'osso...questo però non vuol dire che diventino meno buone. Questi bocconcini, ad esempio, nella loro semplicità sono la fine del mondo.
Dire che mi sono ispirata a Dada è riduttivo...(diciamo che l'ho proprio scopiazzata alla grande!) comunque il giochino di associazioni è sempre lo stesso: melone + prosciutto -> melone + ingrediente salato -> melone + feta!


Bocconcini con melone, feta e basilico

melone
feta
olio
basilico

Tagliare il melone e la feta a dadi, in rapporto rispettivamente di 2:1 (come si evince dalla foto). Accoppiarli, aggiungervi una foglia di basilico e versare un goccio d'olio su ogni pezzo. Servire fresco.

martedì 4 agosto 2009

Fagottini con fichi e pecorino

Fagottini con fichi e pecorino

Santo subito chi si è inventato la pasta sfoglia!
Ne tengo sempre un rotolo in freezer. Non so quante volte mi ha salvato la cena: come antipasto, come piatto unico o per un dolce...la sua versatilità consente milioni di applicazioni.
Questa volta ho scelto un classico dell'estate: i fichi col pecorino.


Fagottini con fichi e pecorino sardo


Per 12 pezzi:
un rotolo di pasta sfoglia
100g fichi (al netto degli scarti)
100g pecorino sardo
un pizzico di pepe
latte

Accendere il forno a 200 gradi.
Con l’aiuto di un coppapasta (o con un bicchiere), ricavare dal rotolo di pasta sfoglia 12 cerchi del diametro di 9cm.
Tagliare il pecorino e i fichi a piccoli dadini della stessa misura, mescolarli assieme e condirli con una macinata di pepe nero.
Suddividere il composto in 12 porzioni e distribuire ciascuna al centro dei cerchi di pasta sfoglia, evitando di occupare i bordi. Richiudere tutti i cerchi a mezzaluna, cercando di sigillarli il meglio possibile (può essere utile aiutarsi coi rebbi di una forchetta). Spennellare la superficie con un goccio di latte e infornare a 200 gradi per 10 minuti.

lunedì 3 agosto 2009

Confettura di pesche bianche e rosmarino

Confettura di pesche e rosmarino

Ieri è stata una grande giornata di produzioni marmellatifere. Venerdì si parte e non potevo certo pensare di farci mancare le confetture per le colazioni vacanziere. Pane burro & marmellata in barca al mattino (magari dopo aver appena fatto il bagno) sono una delle cose più lussuriose che ci si possa permettere.
E, sempre a proposito di lussi, sabato ho avuto l'occasione di cogliere le pesche che ho utilizzato per questa marmellata direttamente dall'albero...e per fortuna! Altrimenti quel profumo incantevole, chi se lo ricordava più? Perchè è sempre così difficile trovare della frutta come si deve in città? Sgrunt!


Confettura di pesche e rosmarino

per 2 barattoli (uno grande e uno piccolo):
600g di pesche bianche sbucciate e tagliate a fettine (al netto degli scartI)
250g zucchero*
1 limone grande (o due piccoli)
Un rametto di rosmarino fresco lungo 10cm circa
Una garza sterile

Tagliare le pesche a fettine e metterle a macerare per una notte in frigo con i 250g di zucchero e il rametto di rosmarino. Il giorno seguente, con un colino, dividere il succo dalla polpa e mettere il primo a ridurre sul fuoco per 25-30 minuti.
Nel frattempo, spremere il succo di limone e tenerlo da parte. Raccogliere dentro la garza il ramo di rosmarino, i semi del limone e le calotte spremute private della buccia. Chiudere bene il tutto con spago da cucina.
Quando (trascorsa la mezz’ora) vedrete che il succo inizierà a caramellare (105 gradi), aggiungervi il succo di limone, la frutta e la garza e cuocere per altri 10 minuti circa. Poi togliere la garza e spremerla (per raccoglierne bene i succhi) con l’aiuto di uno schiacciapatate. Cuocere ancora per 5 minuti e fare la prova piattino. La marmellata, a questo punto, dovrebbe essere pronta. Invasare in barattoli sterilizzati (in forno a 110 gradi) e capovolgere per creare il sottovuoto.

*le mie pesche erano talmente dolci che avrebbero potuto fare a meno di almeno 50g di zucchero.


AGGIORNAMENTO
: Leggo ora dal blog delle Tamerici che, causa guasti informatici, le iscrizioni per il concorso sul Grana Padano sono prorogate fino al 7 agosto. Quindi, chi ha inviato le ricette, verifichi che siano arrivate e chi invece non aveva abbastanza tempo, ora può recuperare!

venerdì 31 luglio 2009

Carpaccino?

Carpaccio?

Se solo mi fossi impegnata un po' di più nella stesura dei petali d'anguria, sono sicura ci sareste cascati! Questo finto carpaccio credo di averlo mangiato come entrèe da Leemann parecchio tempo fa. Se non era lui, era una cosa che ci assomigliava molto (ne conservo solo qualche vago ricordo)...
Comunque sia, Leemann o non Leemann, questo piattino qui è una cosina molto particolare che mi gusta assai...e poi mi piace l'idea di poter utilizzare anche l'anguria -frutto che di solito si gusta solo in purezza.


Carpaccio di anguria

anguria (io ne ho usata una baby)
parmigiano o grana
olio
pepe nero

Tagliare l'anguria a fettine sottilissime con una mandolina, scolarle un po' dall'acqua rilasciata e distribuirle su un piatto piano.
Spargervi sopra numerose scaglie di formaggio, una macinata di pepe e un buon giro d'olio d'oliva. Servire.

Anguria...

giovedì 30 luglio 2009

Crostata meringata al limone

Crostata meringata al limone

Questa è una torta che ho fatto per un'occasione speciale. Molto speciale.
Ho iniziato a studiarne le infinite varianti tra giorni fa: è stato un incubo! Non ho mai visto una preparazione con così tante varibili: chi cuoce la frolla in bianco, chi con la crema; chi fa una sorta di lemon curd (col burro), chi usa la panna, chi la maizena, chi nessun addensante; e poi la meringa: italiana o no? Velocemente sotto il grill o a lungo a bassa temperatura?
In testa avevo ben presente il risultato che volevo ottenere (una tarte al limone come quella mangiata diversi anni fa al Teatro 7)...ma COME riuscire a raggiungerlo?
Alla fine ho fatto un mix di ricette da vari blog: per la crema al limone ho usato quella di Adriano, mentre per la meringa ho seguito le indicazioni di Daniela...ovviamente con le mie varianti!


Crostata meringata al limone


(ho usato uno stampo da 22, ma mi sono avanzate sia la frolla che la meringa)
per la frolla:
300g farina
3 tuorli
135g zucchero
150 burro
sale

per la crema al limone:
2 uova
1 tuorlo
100g zucchero frullato con la scorza dei limoni
100g panna
60g succo di limone (1 limone e mezzo)

per la meringa:
3 albumi
100g zucchero a velo
qualche goccia di succo di limone

Lavorare rapidamente gli ingredienti per la frolla e stenderla subito in uno stampo imburrato. Metterla in freezer.
Nel frattempo portare il forno a 180 gradi già posizionando una teglia ad un'altezza medio-bassa.
Ricoprire la frolla con la carta forno e distribuirvi sopra i fagioli/palline di ceramica. Cuocerla a 175 gradi (statico) per 8 minuti, poi togliere lo strato di carta forno+palline, spennellarne il fondo di un velo di albume e continuarne la cottura per altri 12 minuti.

Nel frattempo sbattere, senza montare, le uova e il tuorlo con lo zucchero (polverizzato nel macinacaffè con le zeste del limone), aggiungere il succo di limone ed infine la panna.
Battere leggermente il recipiente per eliminare eventuali bolle d'aria, versare nel guscio e rimettere nel forno. Diminuire la temperatura a 125 gradi (statico) e cuocere fino a che non rapprende leggermente (circa 25 minuti).
E' importante non superare il punto di cottura, se scuotendo lo stampo la crema non scorre, è pronta, dovrà avere una consistenza più morbida di una creme brulée.

A questo punto, tirar fuori la torta dal forno, di modo che si intiepidisca e iniziare a montare gli albumi con lo zucchero (da inserire gradualmente dopo che le chiare hanno già iniziato a montare) e il succo di limone. Lavorare a lungo fino ad ottenere una consistenza lucida e compatta.
Inserire la meringa in una sac a poche e decorarne la suoperficie a piacere (io non avevo la bocchetta giusta e mi sono dovuta un po' "arrangiare").
Reintrodurre la torta in forno ad un'altezza media con forno ventilato a 100 gradi per 30 minuti (o anche qualcuno in più se volete un effetto più croccante).
Far raffreddare la torta e metterla in frigo* fino al momento del consumo.

*contrariamente a quanto pensassi, il riposo in frigo le ha aumentato la bontà. Servirla ben fresca è fondamentale. Anche dopo 2 giorni si è mantenuta buona e perfettamente croccante.

martedì 28 luglio 2009

Budino di cipolle con zabaione al Grana Padano e anice stellato

Budino di cipolle con zabaione al Grana padano e anice stellato

Per la serie "meglio tardi che mai", eccomi in coda per partecipare al
concorso
de Le Tamerici in collaborazione con Grana Padano (c'è ancora tempo fino al 31!).
Confesso che all'inizio volevo appoggiarmi ad una preparazione di Igles Corelli trovata su un libro, ma poi l'ho trovato così scombinata che ho dovuto buttare tutto e rifare tutto quanto da capo di testa mia. Guai a me se mi viene in mente ancora una volta di seguire le ricette dei libri!!!!! E' una cosa che non faccio quasi mai e quelle poche volte che cedo, prendo regolarmente delle cantonate!
Come avrete capito, il connubio cipolla-anice stellato mi è talemente piaciuto che non potevo non riproporlo in una nuova veste...


Budino di cipolle con zabaione al Grana Padano e anice stellato


Per 4 persone:

Per il budino:
500g cipolle di Tropea
60g burro
60g Grana Padano grattugiato
2 uova
Sale

Per lo zabaione:
2 tuorli
15g Grana Padano grattugiato
2 anici stellati
60g acqua bollente

Immergere le due stelle di anice in un bicchiere contenente 60g di acqua bollente e coprirlo onde evitare la dispersione dell’aroma.

Tagliare le cipolle sottili e farle stufare in 60g di burro e un pizzico di sale in un recipiente coperto, a fiamma medio-bassa, per 15 minuti. Aggiungere poi 100g d’acqua bollente e continuare la cottura a tegame coperto per altri 10 minuti.
Trascorso questo tempo, togliere il coperchio, alzare la fiamma e far asciugare le cipolle per 4-5 minuti. Lasciarle intiepidire e frullarle a crema. Aggiungervi i 60g di Grana Padano e 2 uova sbattute, amalgamando per bene il tutto. A questo punto, suddivide il composto in 4 stampini ben imburrati e cuocere in forno a bagnomaria a 125 gradi per un’ora circa.

Nel frattempo, preparare uno zabaione montando con una frusta in un recipiente sul fuoco a bagnomaria i due tuorli e l’acqua aromatizzata all’anice (nel frattempo intiepidita). Una volta ottenuto un composto gonfio e spumoso, aggiungere il Grana grattugiato.
Sformare i budini al centro del piatto e servire con un abbondante cucchiaio di zabaione.

lunedì 27 luglio 2009

Zuppetta tiepida di ravanelli e bottarga

Zuppa di ravanelli e bottarga

Visto il successo della mia prima crema di ravanelli e visto che i suddetti li riesco a mangiare solo in versione cotta-e-frullata, eccomi di ritorno con un nuovo beverone, molto meno pretenzioso del primo, ma ugualmente gradevole.
Ne ho rifatta una versione più leggera (solo latte e niente panna) e con meno contrasti gustativi. Un piatto indubbiamente meno complesso e che per questo vedo meglio come antipasto/aperitivo (il "beverino d'entrata", ultimamente, lo propongo quasi sempre!) piuttosto che come primo.
Il giochino è stato semplice: ho sostituito un ingrediente sapido (la feta) con un altro dalla stessa caratteristica (la bottarga)...poche mosse e il gioco è stato fatto!


Zuppetta di ravanelli e bottarga


Per 6 bicchierini
20 ravanelli
latte
sale e pepe
noce moscata
bottarga di tonno
burro salato

Lavare bene i ravanelli e tagliarli a fettine. Metterli in una pentola e versarvi sopra quel tanto che basta di latte per ricoprirli. Salare, pepare e cuocere fino a quando i ravanelli non si ammorbidiscono.
A questo punto, aggiungere un'abbondante grattugiata di noce moscata e frullare con il minipimer. Servire, ancora tiepida, con una noce di burro salato sulla superficie e un'abbondante spolverata di bottarga.

venerdì 17 luglio 2009

Le freselle di Lydia

Le freselle di Lydia

Ora, vi chiedo: se aveste la fortuna di ricevere in dono delle freselle fatte in casa, col lievito madre e dall'alveolatura pressochè perfetta (ci sono stati momenti in cui tutti quei piccoli occhi pareva mi facessero addirittura l'occhiolino), cosa fareste?
Bè, io ho ringraziato, sono tornata a casa, le ho messe in posa, le ho fotografate (scusate il feticismo ma erano troooppo perfette per non essere immortalate!), poi riportate in cucina, condite con pomodorini pugliesi, olio pugliese, sale di Maldon (noblesse oblige) e origano campano...e ovviamente obbligato la restìa autrice a scrivere un post in merito!

Ciò detto, ne approfitto anche per salutarvi: vado via per una settimanina...ci risentiamo presto!

Ah, ovviamente, la ricetta delle freselle la trovate QUI da Lydia!

giovedì 16 luglio 2009

Piccoli cakes con caffè e gocce di cioccolato

Piccoli cakes con caffè e gocce di cioccolato

Questi cakkini (leggesi, come sempre, cheicchìni), non rappresentano nulla di nuovo. Ho in dispensa un sacco di cioccolato e sto cercando di farlo fuori prima della partenza...ma la vedo un po' dura. D'estate non lo trovo molto consono e preferisco godermi un dolce a base di prodotti più freschi e dissetanti come ad es. yogurt e frutta.
L'unica cosa degna di nota è che ho voluto provare ad aggiungere all'impasto la miscela che uso per il caffè. Pochi cucchiaini sono stati sufficienti a rilasciare un profumo intensissimo. Buono! Da tenere a mente...


Piccoli cakes con caffè e gocce cioccolato

per 6 stampini
240g farina 00 setacciata
140g zucchero
8g lievito
2 cucchiaini di polvere di caffè (no liofilizzato!)
un pizzico di sale

2 uova
90g burro fuso
10g marsala
120g yogurt

100g gocce di cioccolato

Accendere il forno a 200 gradi.
Mescolare insieme tutti gli ingredienti secchi.
Mescolare insieme tutti gli ingredienti umidi.
Unire gli ingredienti umidi a quelli secchi e amalgamare il composto quel tanto che basta da togliere i grumi grossolani. Aggiungere le gocce di cioccolato e distribuire il tutto in sei stampini imburrati e infarinati.
Cuocere a 180 gradi per una ventina di minuti.