sabato 31 gennaio 2009

Al giro di boa...

Fichi & alloro

Eccomi giunta al primo giro di boa.
In realtà non volevo scrivere niente in merito (non amo molto i festeggiamenti per bloggeanni o cose del genere). Poi ho cambiato idea e ho stilato pagine e pagine di annotazioni su quello che è stato e su quello che mi aspettavo che fosse. E infine ho deciso di cancellarli. Di tutto questo, vi lascio una cosa sola: il perché del nome spilucchino.
Quando ancora covava in me l’idea di aprire questo piccolo spazio virtuale, avevo già ben chiaro come l’avrei chiamato.
Spilucchino (o spelucchino) è il coltello curvo che mi è stato regalato da una cara amica ristoratrice qualche anno fa e con il quale ritengo di aver ricevuto il mio “battesimo” culinario. Da quel momento in poi, è stato un crescendo continuo di interesse, passione e voglia di fare.
Ma spilucchino si rifà anche al verbo ‘piluccare’ o ‘spiluccare’, che può indicare, in senso lato, il gesto di cogliere ciò che più ci piace dagli altri e farlo proprio.
E siccome in questo anno, da voi, ho colto davvero molto, sia dal punto di vista strettamente culinario, che da quello umano, mi sento in dovere di ringraziarvi per l’affetto e la stima dimostratami e che spero, almeno in parte, di essere riuscita a ricambiare.
Vi ringrazio, dunque, nella speranza che il nuovo anno sia ancora più ricco di confronti costruttivi e di crescita reciproca.

Virginia

venerdì 30 gennaio 2009

Semolino alla nocciola e limone

Semolino alla nocciola e limone

Questa ricetta l'ho fatta qualche giorno fa. Avevo una voglia incredibile di dolce coccoloso, ma dati i miei scarsi movimenti pachidermici, non volevo esagerare con le calorie.
In più, mi ero appena comprata il libro sui dolci di Ducasse...così ho pensato: se ora lo apro, non avrò mai più il coraggio di farmi il mio semolino...e quindi mi sono messa ai fornelli, me lo sono pappato e poi ho iniziato a sfogliare Ducasse...
Non ricordo, davvero, l'ultima volta che ho mangiato un dolcetto così. Sono passati davvero tanti anni ed è stato curioso riscoprire proustianamente i vecchi sapori di un tempo.
Insomma, si sa, il semolino è un ingrediente povero e non particolarmente eccitante, per cui mai mi sognerei di presentarlo come dessert ad una cena...ma se avete un po' di nostalgia e avete voglia di un dolce-coccola, questo è proprio quello che ci vuole!
Data l'ovvia origine "povera" della materia prima, ho pensato di proporlo a Precisina per il suo concorso Poveri, ma belli.


Semolino alla nocciola e limone

80g di semola fine
30g di farina di nocciole
500ml di latte
la scorza grattugiata di un limone non trattato
3 cucchiai di zucchero

Portare il latte ad ebollizione e versarvi a pioggia la semola, mescolando bene con un cucchiaio. Aggiungere la farina di nocciole e la scorza di limone.
Cuocere per 8-10 minuti.
A cottura ultimata, togliere dal fuoco e aggiungere lo zucchero.
Versare nelle ciotoline e servire tiepido o freddo.

giovedì 29 gennaio 2009

Torta di arance caramellate

Torta di arancia caramellata

Mannaggia al caramello! Ogni volta che ho a che fare con lui faccio un casino. Questa torta è molto semplice. Si piazza dello zucchero sul fondo di uno stampo e lo si fa giocherellare con il fuoco del fornello...sì, ma se sei sfigato (o fortunato) e hai il vetroceramica, con che fiamella ti metti a giocare?!??
E qui nasce il casino. Perchè non posso mettere i miei stampi sul vetroceramica essendo troppo sottili per sopportare il calore diretto senza deformarsi e quindi mi tocca sfoderare il cannello in azione combinata con la vicinanza al calore della piastra. Insomma, stendiamo un velo pietoso.
Fatto sta che questa torta è proprio buona, velocissima e gradevolissima.
La ricetta originale -ricetta della mamma- risale all'inizio dei tempi. Ricordo addirittura di averla portata al liceo per una giornata di autogestione in cui io tenevo lezioni di cucina...pensate un po' a come stavo messa già male...
Comunque, l'originale prevede l'uso dell'ananas ed è molto molto buona ma, ispirata da un'idea di Elisabetta, ho deciso di tentarla anche in versione agrumosa.


Torta di arance caramellate

3 arance pelate a vivo e tagliate a fette, passate all'ultimo in padella con un filo di burro e un cucchiaio di zucchero di canna
120g farina 00
140g zucchero semolato + qualche cucchiaio di zucchero di canna per il caramello
100g burro fuso
2 uova
mezza bustina di lievito per dolci
un po' di succo di arancia (3 cucchiai circa)

Ho acceso il forno a 180 gradi.
Ho preparato il composto sbattendo le uova con lo zucchero (sbattendo, ma non montando!), aggiungendo la farina setacciata col lievito, la scorza di un'arancia grattata e, in ultimo il burro fuso e un po' di succo di arancia per ammorbidire.
Ho imburrato lo stampo (da 24) e ne ho cosparso il fondo di zucchero di canna. Con l'aiuto del cannello ho fatto caramellare lo zucchero (se avete un recipiente adatto e il fornello a gas, potete fare questa operazione sul fuoco) e vi ho adagiato ordinatamente sopra le fette di arancia ancora calde.
Ho versato sopra il composto e infornato a 180 gradi per 20-25 minuti circa (coprendo la torta dopo una decina di minuti). Prova stecchino.

martedì 27 gennaio 2009

Bigoli con acciughe e arancia

26-01-2009 15.05.38_0018

I bigoli con le acciughe sono uno dei miei piatti preferiti. Il papino è un grande esperto e ha messo a punto una ricetta tutta sua che si discosta sia dalla tradizione veneta che da quella del sud.
Sarà che sono di parte o sarà che sono un po' ruffianina, fatto sta che a mio avviso i suoi sono perfetti.
Così, per non azzardare copie, mi sono leggermente discostata recuperando una ricetta di Sigrid, riportatami alla mente dalla mia amica Marta, appena entrata nel magico mondo dei foodbloggers.
Insomma, ho fatto un bel mix, ma il risultato è stato davvero gustoso!
Ingredienti rigorosamente a occhio...


Bigoli con acciughe e arancia

per 1 persona

100g di bigoli o altra pasta lunga
6-7 filettini di acciughe sott'olio
un'arancia
concentrato di pomodoro
un pizzico di peperoncino
un goccio di aceto balsamico
pane grattato

Ho cotto la pasta in acqua non salata.
Nel frattempo ho sciolto le acciughe in un padellino, sfumato con un goccio (2 cucchiai, circa) di succo d'arancia, poi con un goccio (un cucchiaio circa) di aceto balsamico e infine ho aggiunto un pizzico di peperoncino e il concentrato di pomodoro (2 cucchiai) affinchè si creasse una bella salsina.
Ci ho saltato la pasta e infine ho dato una spolverata con pan grattato e scorza d'arancia.

Acciughe

domenica 25 gennaio 2009

Occhi di bue "alla Cedroni"


Per Natale il mio amichetto Phil mi ha regalato (tra le tante leccornie) un vasetto di confettura alla fragola e timo al limone di Moreno Cedroni.
Barattolo dal design unico, ripieno di altrettanta unicità.
Inibita da tanto gusto, ho meditato a lungo su quale sarebbe potuto essere il modo migliore per gustarla e alla fine sono giunta alla buon vecchia frolla.
Ho scelto però una ricetta ultragarantita: quella di Porzia, passata ormai alla storia nella maggior parte dei forum di cucina.


Occhi di bue

350g farina
150g fecola
150g zucchero a velo
250g burro
1 uovo
marmellata

Con gli ingredienti dati (tranne la marmellata) prepara la pasta frolla, lasciala riposare per almeno 1/2 ora in frigo, poi ritaglia dei dischetti di circa 5 cm di diametro e in ugual numero dischetti a cui toglierai il centro con uno stampino minuscolo.
Fai cuocere in forno preriscaldato a 180° per 10 minuti circa, non devono colorire, devono rimanere piuttosto chiari!
Togli dal forno e sul rovescio dei dischetti interi poni un po' di marmellata, sui cerchietti un po' di zucchero a velo e mettili su quelli con la marmellata.
E' tutto! Con questa pasta preparo anche i ferri di cavallo, con le punte calate nel cioccolato, cuoricini, stelle ecc...

giovedì 22 gennaio 2009

Le "erbette in crosta" di Lucia (lasagna di carasau)

lasagna carasau

Questa ricetta mi ha lasciata dubbiosa per molto tempo...finchè non me la sono ritrovata nel piatto per il pranzo di Santo Stefano a casa di mia cognata Lucia.
Sono sempre stata molto scettica nei confronti di paste, pasticci e pasticciate varie al forno, ma questa l'ho trovata un'idea carina e gustosissima...e oltretutto, molto ma molto veloce!
L'esecuzione è pari a quella delle lasagne solo che, invece della sfoglia, si usa il pane carasau leggermente inumidito.
La cosa positiva è che rimane piuttosto croccante, sicuramente più leggera delle solite lasagne e la si può condire davvero in mille modi.
Nella mia versione ho usato erbette e stracchino, ma via libera a cime di rapa, carciofi, broccoletti, insomma, a tutto quello che vi viene in mente!


Lasagna di carasau con erbette e stracchino

Per 4 persone:
200g pane carasau
400g erbette
200g stracchino
70g parmigiano grattugiato
Sale
Olio

Lavare le erbette e cuocerle per 3-4 minuti in acqua bollente salata. Scolarle, strizzarle e tagliarle grossolanamente.
Ungere una pirofila con un filo d’olio. Prendere un foglio di pane carasau, passarlo velocemente da entrambi i lati sotto l’acqua di un rubinetto e adagiarlo alla base della pirofila ricoprendone bene il fondo.
Salare e passare un filo d’olio, dunque distribuire parte delle erbette, qualche fiocchetto di stracchino e il parmigiano. Procedere a strati di pane imbevuto, olio e sale, erbette e formaggi fino ad esaurire tutti gli ingredienti.
Terminare con uno strato di pane inumidito, un filo d’olio e un pizzico di sale e infornare a 170 gradi per 15 minuti circa (o fino a doratura superficiale).

E' davvero una scemata, però può far comodo per raccogliere un po' di avanzi e per fare qualcosa di nuovo e veloce.

martedì 20 gennaio 2009

Sformatini di cavolo nero su purè di cannellini


...ovvero: una sorta di ribollita in forma!
Questa delicata ricetta appartiene a M.L. Trapanotto, ex forumista de La cucina italiana. Io l'ho provata l'anno scorso per la prima volta e non l'ho mai più mollata.


Sformatini di cavolo nero su purè di cannellini

200/250g di cavolo nero già lessato (va benissimo anche quello già lessato che si trova in alcuni supermercati)*
30g di burro
2 uova
1 scalogno
formaggio grattugiato
olio, sale e pepe

Per la besciamella:
30g di burro
2 dl di latte
20g di farina
noce moscata, sale e pepe

pangrattato per gli stampi

In un tegame scaldare un cucchiaio di olio e 30 gr di burro e insaporirvi lo scalogno tritato; unire il cavolo nero, salare, pepare e lasciarlo sul fuoco giusto il tempo per far evaporare ogni traccia di umidità. Passarlo al mixer e ridurlo in purè. Preparare la besciamella come di solito con gli ingredienti indicati e insaporirla con un pizzico di noce moscata.
Incorporare alla besciamella il purè di cavolo nero, le uova leggermente sbattute, due cucchiai di formaggio grattugiato e amalgamare bene il tutto. Imburrare 4 stampini monoporzione (ottimi quelli di stagnola, spolverarli con del pangrattato e suddividere il composto. Cuocere a bagnomaria in forno preriscaldato a 180° per 30/35 minuti. Sformare gli stampini e servirli accompagnandoli con qualche cucchiaiata di fonduta o con un purè di fagioli cannellini e un filo di ottimo olio d'oliva (e pepe nero macinato al momento).

*per ottenere quei 250g sono partita da quasi 1kg di prodotto a crudo.

sabato 17 gennaio 2009

Dolce morbido di pere e nocciole


Dopo le tre infornate di panettoni, mi sono ritrovata con una dose di albumi spropositata...e siccome di buttarli non c'era verso, li ho porzionati e congelati per tempi migliori...finchè l'altro giorno, sfogliando il cataloghino di Emile Henry, in ultima pagina mi sono imbattuta in questa ricetta.
In realtà si trattava di dolce con mandorle (e non con nocciole) e con molti meno albumi, ma siccome sono sborona, ho deciso di caricarla un po' di più.
Bè, veramente buona. Immaginate una sorta di "brutto ma buono" un po' più morbido, con l'aggiunta del burro e delle pere...


Dolce morbido di pere e nocciole

70g farina
125g zucchero a velo
55g zucchero semolato + un cucchiaio
100g nocciole in polvere
150g burro
6 albumi
4 pere tagliate a fettine sottili (con la buccia)

Setacciare insieme la farina e lo zucchero a velo. Aggiungere lo zucchero normale e la farina di nocciole.
Nel frattempo fondere il burro in padella e farvi rosolare le pere per 5 minuti con un cucchiaio di zucchero.
Scolare le pere dal burro e riporle in un piatto.
Recuperare il burro e aggiungerlo al composto di farina, zucchero, nocciole.
Mescolare bene.
Montare gli albumi a neve e incorporarli delicatamente al resto del composto.
Imburrare ed infarinare uno stampo, versarvi i 2/3 del composto, le pere (tranne qualche fettina per la decorazione), il restante 1/3 di composto e decorarne la superficie a piacere.
Infornare a 180 gradi per 35-40 minuti.

giovedì 15 gennaio 2009

Un omaggio ai Calicanti...


...ovvero a Maite, Marie e al fotografo, geniali artefici del mio blog preferito.
In loro c'è passione (quella innanzitutto), cura, eleganza, equilibrio, innovazione (non fine a se stessa, ma sempre studiata, vissuta, testata, somatizzata), poesia, sapore, gusto...insomma, io li adoro!
Questo semplice bocconcino dall'aspetto natalizio mi è stato ispirato da loro e dedicarglielo direi che sia proprio il minimo.
Ho recuperato il classico abbinamento broccolo-uvetta-pinoli, tipico della cucina siciliana, rinfrescato da una buona crema di robiola e ingolosito dall'involucro di pasta sfoglia.


Cestini di broccolo romanesco con uvetta e pinoli

una confezione di pasta sfoglia
broccolo romanesco
uvetta (1 chicco a porzione)
pinoli (3 a porzione)
robiola
latte

Mettere l'uvetta in ammollo in acqua tiepida.
Tagliare la pasta sfoglia con un coppapasta a forma di fiore e adagiarlo all'interno di uno stampo per muffin ricoperto di carta forno. Bucherellarne la superficie e procedere allo stesso modo con i seguenti. Infornare per 7-8 minuti a 180 gradi.
Nel frattempo, sbollentare il broccolo in acqua bollente salata per qualche minuto (io ci aggiungo sempre una foglia di alloro perchè, secondo me, riduce un po' gli odori).
Lavorare la robiola con qualche cucchiaio di latte finchè diventa una crema piuttosto morbida.
Una volta cotti i gusci, lasciarli intiepidire e riempirli con la crema di robiola, 3 pinoli tagliuzzati per cestino, un acino di uvetta tagliuzzato e una punta di broccolo.
Servire.