lunedì 24 maggio 2010
martedì 18 maggio 2010
Nostalgia ovvero...il Far Breton!
Con cosa potevo riaprire i battenti appena rientrata dalla Bretagna se non con il Far?
E a chi potevo ispirarmi se non al Pierre Hermè del Larousse des dessert appena spacchettato?
Pare però che il buon pasticcere sia stato informato dei nostri souvenir a forma di maniglie dell'amore per cui abbia deciso di indicare nel dolce solo 20g di zucchero...
Ecco. Pierre, io ti voglio tanto bene, però almeno una cinquantina di grammi concediceli!
Ben ritrovati e grazie per tutto l'affetto dimostratomi.
Sono molto felice.
Far Breton
1 tazza di tè tiepido
125g di uvetta
400g di prugne secche
4 uova
250g farina
1 pizzico di sale
20g di zucchero (50g)
400g latte
zucchero a velo
Mettere a bagno le prugne e l'uvetta per un'ora, poi strizzarle e togliere i noccioli dalle prugne.
Preriscaldare il forno a 200 gradi.
Sbattere le uova.
Mettere la farina in un recipiente con il sale e lo zucchero e aggiungervi le uova e il latte. Amalgamare bene. Aggiungere la frutta e distribuire il composto in una pirofila ben imburrata.
Cuocere per un'ora (a me sono bastati 45 minuti) a 200 gradi.
Far raffreddare, ricoprire di zucchero a velo e servire.
P.S.: Spero di riuscire a sistemare al più presto le foto del nostro splendido tour...
venerdì 30 aprile 2010
Ci siamo!
Il Signore Dio disse: «Non è bene che l'uomo sia solo, gli voglio fare un aiuto che gli sia simile». Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l'uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l'uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile. Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo. Allora l'uomo disse: «Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall'uomo è stata tolta». Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne.
Genesi 2, 18-24
mercoledì 28 aprile 2010
Cake con salame e piselli
Quasi pronti per la partenza, questa settimana mi sono adoperata per svuotare per bene il frigo. Così, praticamente dal nulla, è uscito uno dei cake più buoni che abbia mai fatto. Forse sarà perchè era da una vita che non ne facevo uno, ma davvero l'ho trovato superlativo.
Non posso che limitarmi a portarlo virtualmente al picnic dei Calicanti che si terrà a Rovereto il nove maggio e a cui va il mio migliore in bocca al lupo!
Cake con piselli e salame
200g farina
3 uova
100g latte
100g olio
mezza bustina di lievito per torte salate
120g di piselli freschi
100g di salame
sale e pepe
Sbattere le uova con il latte e l’olio. Salare e pepare e aggiungere la farina setacciata con il lievito.
Amalgamare bene rendendo il composto liscio e senza grumi.
Aggiungere ora i piselli e il salame tagliato a cubetti.
Distribuire il tutto in uno stampo da plumcake imburrato e infarinato e cuocere a 180 gradi per 35-40 minuti.
lunedì 26 aprile 2010
Clafoutis con i lampascioni
Ebbene sì. Perchè al mercato li ho visti, nel loro fascino terroso e non ho proprio resistito.
Dopo mesi e mesi che una delle vostre foodblogger preferite spinge per propinarveli, voi cosa avreste fatto? E così lampascione fu.
Prontamente educata dalla mia mentore sui loro effetti collaterali (...), ho provveduto a prepararli con il dovuto anticipo e devo dire che non sono stati niente male. Il loro più grande ostacolo è che hanno un sapore piuttosto amaro, ma accuratamente lavorati, risultano davvero gradevoli e soprattutto ti comunicano quel fascino di prodotto antico e popolare che ti fa andare oltre quel leggero sentore sgradevole.
Grazie Cibou per tutte le dritte e soprattutto grazie per aver instillato il germe della curiosità nella mia testolina bacata!
Sulla scorta della tua frittata, ci ho fatto un clafoutis che -è innegabile- alla pronuncia fa molto ma molto figo!
Clafoutis con i lampascioni
400g di lampascioni
1 patata
3 uova
3 cucchiai di pecorino grattugiato
3 cucchiai di farina
6 cucchiai di latte
4 cucchiai di panna
olio, aceto, sale e pepe
Pulite i lampascioni e lasciateli per mezza giornata a bagno in acqua fredda cambiando l'acqua il più frequente possibile.
Gettarli in acqua bollente salata e con un cucchiaio di aceto per 15 minuti, poi scolarli e rituffarli in altra acqua bollente con una punta di zucchero per altri 15 minuti.
Farli raffreddare in acqua fredda.
Tagliare la patata a cubetti e saltarla in padella con un buon giro d'olio, sale e pepe assieme ai lampascioni finchè non si coloriscono un po'.
Oliare una pirofila, distribuirvi i lampascioni con le patate e ricoprire il tutto con un composto ottenuto con il latte, la panna, le uova, la farina (stemperata nel latte) e il pecorino.
Cuocere a 180 gradi per 20-25 minuti.
N.B.: Si può aggiungere a piacere nell'impasto un po' di salsiccia.
sabato 24 aprile 2010
giovedì 22 aprile 2010
Meglio tardi che mai!
Eh sì, non solo credo di essere l'ultima recidiva del web a non aver ancora provato la mitica caprese di Lydia (ricetta che gira su internet praticamente da quando Bill Gates era ancora un lattante) ma credo di essere pure l'ultima ad essersi accorta che si tratta di una ricetta senza glutine!
C'è voluta l'organizzazione di una cena glutenfree per il prete che ci deve sposare (far fuori il prete ad una settimana dal matrimonio non era una grande idea...) per farmene accorgere! Che abbia compiuto il miracolo?!?
La Caprese di Lydia
per un ruoto diam. 24cm
200g zucchero
200g cioccolato fondente
200g mandorle con la pelle
200g burro
5 uova
Tritare molto bene le mandorle con lo zucchero, sciogliere il cioccolato con il burro, sbattere le uova. Mescolare tutti gli ingredienti. Infornare in forno già caldo per 10 min. a 200 gradi e per 40 min. a 170 gradi.
N.B. Per la versione al limone sostituire al cioccolato fondente il cioccolato bianco, utilizzare solo 150 gr di burro e 170 gr di zucchero e aromatizzare con essenza di limone, limoncello o buccia di limone grattugiata.
martedì 20 aprile 2010
Bocconcini con fragole, miele e quartirolo
Cari fedeli lettori de Lo spilucchino,
ormai e' passato talmente tanto tempo dal mio ultimo post (peraltro di dubbio valore gastronomico) che quasi quasi non ricordo nemmeno piu' come si scrive un post.
I nostri recenti pasti hanno subito una flessione qualitativa di una certa importanza (una su tutti, cito una infima pasta col salmone*) e la mia fantasia non riesce a rivolgersi ad altro che non riguardi il matrimonio (allestimento, fiori, varie ed eventuali).
Anche se la situazione emotiva è ancora sottocontrollo (cosa che mi fa temere un botto finale), ormai manca ben poco (mi sposo la settimana prossimaaaa!).
Meglio pensare a queste belle fragolone...
Bocconcini con fragole, miele e Quartirolo
Per una ventina di bocconcini:
200g Quartirolo lombardo
20 fragole
miele (per me di rosmarino)
fiori di rosmarino per decorare
Tagliare il quartirolo a fette alte al massimo 1 cm.
Suddividere poi ogni fetta in tre rettangoli.
Lavare le fragole, asciugarle e privarle del picciolo con un taglio netto e che crei una base d’appoggio.
Disporre su ogni rettangolo di formaggio una goccia di miele e una fragola.
Fermare il tutto con uno stecchino e servire.
*io non so se la sposerei una che fa la pasta col salmone...
mercoledì 7 aprile 2010
Un'idea per il centrotavola...
...in caso vi avanzasse qualche barattolo di conserva...
P.S.: A proposito di fiori, questa domenica sul Naviglio Grande a Milano si terrà una nuova edizione di Fiori e sapori sul Naviglio...
Iscriviti a:
Post (Atom)